Gli equilibri tra i clan di Caivano sono da sempre molto fragili, poiché nella cittadina si fronteggiano potenti famiglie criminali. Tra i Ciccarelli, legati all’Alleanza di Secondigliano, e gli autoctoni del clan Gallo-Angelino esisteva un accordo che sanciva la spartizione della droga, lo spaccio al Parco Verde ai primi e il resto della città ai secondi, ma ciò nonostante le tensioni hanno raggiunto picchi violenti.
Nell’ultima indagine della Procura di Napoli, diretta da Nicola Gratteri, è emersa anche l’esistenza del clan Zambella-Maugeri, individuato come sottogruppo degli Angelino. Proprio la cosca del Rione Bronx di Caivano, guidata da Raffaele Zambella e da Roberto Maugeri, ha subito un agguato da parte dei nemici intenzionati a espandere il loro controllo dello spaccio. Gli inquirenti hanno dimostrato nell’indagine come il gruppo criminale del Bronx avesse preso il controllo del territorio sulla gestione della droga e delle estorsioni, e che fossero nate tensioni con Giovanni Barra e Francesco Pezzella, entrambi vicini al clan Ciccarelli.
L’agguato fuori al bar a Caivano
Maugeri è stato intercettato mentre si trovava agli arresti domiciliari. Dalle sue parole gli investigatori hanno ricostruito i dettagli del raid subito dai suoi fedelissimi Gianfranco Bervicato e Mario Marzaiuolo all’esterno di un noto bar in via Santa Barbara a Caivano. Il 21 dicembre 2023 due uomini sono giunti sul posto: uno ha impugnato la pistola puntandola contro lo scooter di Bervicato, per poi aggredire Marzaiuolo con la stessa arma. “Ha preso il motorino e gli ha spaccato la pistola in testa… Hanno corso dietro a Gianfranco sopra il mezzo, l’ha rincorso e loro sono scappati a piedi“.
Due giorni dopo quel raid, Giuseppe Pinuccio Tammaro, insieme ad altri ragazzi del Bronx, è andato a casa di Maugeri chiedendo vendetta: “Tu lo devi uccidere, fratello. Gli devi schiattare la testa, lo devi far male fratello”. Il ras, però, ha evitato una reazione violenta, criticando a sua volta la mancata risposta armata al momento dell’attacco.
La trattativa sulla piazza di spaccio
Inoltre Maugeri cercava di trovare una soluzione pacifica, ipotizzando addirittura di concedere una piazza di spaccio agli avversari: “Facciamo una cosa, io ti voglio dare Pascarola, te la diamo noi la fatica, te la diamo a prezzo“. Al contrario, Tammaro non voleva concedere nulla ai nemici: “Roberto, ma chi ci vuole avere a che fare con questa gente? Ma stai dando i numeri, fratello?“, accusandolo nuovamente dell’accaduto: “Robè, tu non sai fare niente, quello che è successo è per colpa tua. Robè, ma davvero stai facendo? Ma ti credi che il fratello è scemo e non si fa vedere? Robè, a Pezzella non lo teniamo fatto per parlare… Robè, allora scendi a patti con lui, o frat’? Quello dovrebbe essere scannato come un maiale“. Il ras rispondeva che in quel momento non poteva intervenire: “Sì, ma io adesso sto carcerato, che devo fare?”, decidendo infine di ascoltare i consigli di Tammaro e di non scendere a patti con nessuno.
Le tensioni a Caivano descritte dai pentiti
Anche il collaboratore di giustizia Raffaele Bervicato ha parlato delle tensioni tra gruppi: “Giovanni Barra… Inizialmente, prima dell’arresto di Antonio Angelino faceva parte del gruppo di Roberto Maugeri. Dopo, da agosto 2023, si è affiancato a Ciro Ciccarelli, figlio di Salvatore, dopo le discussioni avute con Pinuccio, Roberto Maugeri e Gianfranco Bervicato. Si occupava inizialmente di droga. Poi, durante la latitanza di Angelino, si è preso pure le attività di estorsione su Caivano, con il consenso di Angelino. Ad agosto ebbe una discussione con il gruppo Maugeri e vi sono state delle stese tra il gruppo di Giovanni Barra con Ciccarelli Ciro, Francesco Pezzella, Ciro o bit, contro il gruppo di Maugeri, perché volevano che le piazze di Caivano si rifornissero da loro e non più dai Maugeri, come ho già riferito“.
Un altro tassello per ricostruire il conflitto è stato fornito dall’altro pentito Massimiliano Volpicelli: “Stesa sotto casa di Francesco Pezzella da parte di Gianfranco Gianfranco, il gemello di Casoria ed altri soggetti, episodio avvenuto tra luglio e agosto 2023. Preciso che questo episodio me lo raccontò Gianfranco Bervicato con il quale io mi sentivo anche quando ero ai domiciliari e che attualmente è libero e gestisce droga ed estorsioni a Caivano sempre per conto di Lello Zambella nel Bronx”.
