Israele ha approvato già dal 30 luglio la somministrazione di una terza dose (richiamo) del vaccino Pfizer a persone di età pari o superiore a 60 anni e che avevano ricevuto una seconda dose di vaccino almeno 5 mesi prima. Come successo in inverno e in estate con i dati sull’efficacia vaccinale, il Paese anticipa il futuro di quel che succederà con il vaccino (e con la terza dose), anche se ogni nazione ha delle peculiarità che influenzano i risultati e che rendono i dati non direttamente e totalmente applicabili a ogni realtà. mIl primo studio sulle terze dosi in Israele è stato pubblicato sul New England Journal of Medicine il 15 settembre e mostra che la terza dose raggiunge lo scopo: chi è stato vaccinato ha avuto 19 volte meno probabilità di avere una grave malattia da Covid rispetto a chi è stato vaccinato con due dosi e la probabilità di contagiarsi è scesa di 11 volte.

Come riportato da Il Corriere della Sera i risultati hanno mostrato che nel gruppo vaccinato con la terza dose da almeno 12 giorni, il tasso di infezione era inferiore di 11,3 volte, il tasso di malattia grave era inferiore di un fattore di 19,5. Nell’analisi secondaria il tasso di infezione confermata almeno 12 giorni dopo la vaccinazione era inferiore al tasso dopo 4-6 giorni di un fattore di 5,4.

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