Una cena in carcere con altri detenuti, tra cui Massimo Bossetti. È l’episodio raccontato da Mariangela Sandrone, moglie di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato per aver sparato ai rapinatori che nell’aprile 2021 avevano assaltato la sua attività. In un’intervista al Giornale, la donna descrive la vita quotidiana del marito dietro le sbarre e i primi rapporti stretti con gli altri reclusi, tra cui l’uomo condannato in via definitiva per l’omicidio della tredicenne Yara Gambirasio.
Roggero a cena con Bossetti nel carcere di Bollate: “Hanno mangiato la pizza insieme”
Secondo il racconto della moglie, Roggero avrebbe trascorso una serata insieme a Bossetti e ad altri carcerati conosciuti in questi giorni. Il menu, a base di pizza, sarebbe stato preparato dal nuovo compagno di cella del gioielliere, un detenuto finito in prigione per narcotraffico. “Ora fa il cuoco della compagnia e divide la cella con mio marito”, spiega Sandrone.
La donna descrive l’ambiente in cui il marito trascorre la detenzione: una cella lunga circa tre metri e mezzo e larga poco meno di tre, occupata da due persone. Tolto lo spazio delle brande, resta un corridoio stretto e una zona comune di circa quattro metri quadrati, dove trovano posto armadietti, cucinino e televisione. L’aria arriva soltanto dalla piccola finestra con le sbarre e non c’è aria condizionata, ma – assicura la moglie – non si tratterebbe di condizioni estreme: “Lo dicono tutti: questa è la migliore galera d’Italia”.
Sandrone riferisce che al marito è stato di recente concesso l’uso, per alcune ore al giorno, di un piccolo ufficio vicino alla cella dove poter lavorare. Restano invece limitati i rapporti con l’esterno: colloqui contingentati e telefonate di dieci minuti al giorno. “Mario le fa quasi tutte a me. Però in dieci minuti non riesci a dirti niente”, racconta, descrivendo la sensazione del tempo che scorre mentre il cronometro segna i secondi.
Roggero era stato condannato per la sparatoria avvenuta nella sua gioielleria, quando reagì all’assalto di una banda che aveva minacciato lui e la figlia. La vicenda ha alimentato un ampio dibattito sul confine tra legittima difesa e reazione sproporzionata. Se non arriverà la grazia, secondo quanto riferito dalla moglie, il gioielliere dovrà scontare, quindi, poco più di 14 anni.


