Due cugini sarebbero stati incaricati dal clan Amato-Pagano di gestire la Piazza della 33 a Scampia. Salvatore ‘Saviuccio’ Mele e il 53enne Massimiliano ‘Maglietella’ Cafasso sono stati accusati dalla DDA di Napoli di aver avuto in mano un impero da milioni di euro come asserì il collaboratore di giustizia Luigi Rignante.
Cafasso e Mele, il potere dei cugini a Scampia
Secondo l’ex ras del clan Abbinante, i due narcos avrebbero alle spalle una lunga storia criminale. «Cafasso ha militato con i vecchi boss, ed è uno dei tanti promotori della prima faida del 2004, con cui gli scissionisti si ribellarono a Cosimo Di Lauro. Venne arrestato nel novembre 2004, insieme a molti boss. Per questo ha vissuto poco la “‘guerra”. Dopo il suo arresto, la piazza passò al suo zio materno Paolo Gervasio (non indagato n.d.r.) e a Salvatore Mele, cugino del Cafasso. Gervasio e Mele, durante la faida del 2004, acquistarono molta fiducia da parte degli Amato-Pagano, a tal punto che questi li promossero a gestori di tutto lo smercio di cocaina a Scampia”.
“Erano loro i destinatari dei carichi di cocaina, ed erano loro a smistarli in tutta la città ma anche in tutta la Campania. Ancora oggi Salvatore Mele “Saviuccio” è luogotenente degli Amato-Pagano nella zona di Scampia» dichiara Rignante.
La Piazza della 33 venne chiusa nel settembre 2012 ma Mele decise di riaprirla con l’intermediazione proprio di Rignante. Così Saviuccio, Giovanni Conte e Salvatore Montefuso sono accusati dalla Procura di aver gestito la vendita. L’organigramma è stato ricostruito attraverso i manoscritti dell’ex capozona degli Abbinante che li ha consegnati agli inquirenti nel luglio 2021.
Il braccio destro di Mele sarebbe stato un altro: «Può permettersi di vendere e far vendere qualsiasi tipo di droga a Scampia, ha carta bianca in tutto, questo fattore lo cura Mario Abbatiello “suo secondo” uscito da poco dal carcere si occupa sia dei “passaggi di mano” di cocaina, hashish e marijuana».
Smantella la piazza della 33
La Piazza della 33 è stata smantellata nel maxi blitz dello scorso 27 gennaio. L’articolata attività di indagine, svolta dalla Squadra Mobile di Napoli e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, era partita nella primavera del 2022. Fondamentali si sono rivelate le dichiarazioni di Rignante in merito alla vendita di kobret e cocaina nell’ex lotto SC3 di via Arcangelo Ghisleri.
Patto con gli Amato-Pagano, arrestati i ‘nuovi’ narcos di Scampia


