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Lotta alla pirateria, 50 euro a chi segnala i possessori del pezzotto

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La Liga ha deciso di passare all’attacco con una strategia destinata a far discutere e a dividere l’opinione pubblica. Al centro dell’iniziativa c’è un meccanismo tanto semplice quanto controverso: una ricompensa economica, che si aggira intorno ai 50 euro, per chi segnala bar, ristoranti e caffetterie che trasmettono le partite del campionato spagnolo senza la regolare licenza.

L’obiettivo dichiarato è colpire la vasta zona grigia che da anni caratterizza il settore Horeca. Molti esercizi pubblici, infatti, pur offrendo ai clienti la visione delle gare di Liga, evitano di sottoscrivere l’abbonamento commerciale, decisamente più costoso rispetto a quello domestico. In diversi casi si utilizzano decoder residenziali, in altri si ricorre a segnali pirata tramite IPTV. Per La Liga si tratta non solo di una violazione delle norme sul diritto d’autore, ma anche di una forma di concorrenza sleale nei confronti dei gestori che rispettano le regole.

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La misura arriva in un momento particolarmente delicato per il calcio spagnolo. Nonostante anni di azioni legali, oscuramenti di piattaforme illegali e campagne di contrasto, la pirateria resta una ferita aperta. I danni economici stimati ammontano a centinaia di milioni di euro ogni stagione, risorse che secondo La Liga finiscono per mancare ai club e incidono sulla competitività del campionato rispetto ad altri tornei europei, a partire dalla Premier League.

Accanto alla linea dura, però, crescono le perplessità. L’idea di incentivare i clienti a denunciare i locali viene vista da molti come una forma di delazione premiata, capace di creare un clima di sospetto e tensioni all’interno delle comunità locali. Se da un lato La Liga rivendica il diritto di tutelare la legalità e la proprietà intellettuale, dall’altro viene accusata di trasferire sui cittadini il peso dei controlli, facendo leva su un incentivo economico in un periodo già complesso per famiglie ed esercenti.

Un modello che, intanto, comincia a far discutere anche in Italia. Negli ambienti istituzionali e nel mondo del calcio l’idea lanciata da La Liga viene osservata con attenzione, soprattutto alla luce della battaglia già avviata dal governo contro la pirateria audiovisiva. L’ipotesi di coinvolgere direttamente i cittadini nel contrasto alle trasmissioni illegali, magari attraverso segnalazioni premiate o strumenti di collaborazione attiva, non viene più considerata un tabù. Al momento non esistono proposte ufficiali, ma il tema è sul tavolo e potrebbe rientrare nel dibattito su nuove misure per tutelare i diritti televisivi e l’equilibrio economico del sistema calcio.

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Redazione Internapoli
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