Luigi Migliozzi, dallo spaccio al racket: chi è il nuovo pentito del clan Moccia

Luigi Migliozzi

Si chiama Luigi Migliozzi e le sue dichiarazioni stanno facendo tremare il clan Moccia. I verbali del neo pentito sono state già depositati in alcuni processi contro la cosca egemone per anni tra Casoria, Afragola e dintorni. Migliozzi è stato dietro le sbarre per circa 20 giorni, poi la decisione di pentirsi e raccontare tutto quello che sa sul clan. Luigi Migliozzi Non ha mai avuto un ruolo di rilievo all’interno dell’organizzazione criminale, per conto dei Moccia curava il business delle estorsioni per conto di Renato Tortora, uno dei ras.

Luigi Migliozzi fu arrestato a metà dicembre scorso insieme ad altri 19 tra affiliati e boss del clan Moccia di Afragola. L’indagine, svolta dagli agenti del commissariato di Afragola, fece luce su una serie di estorsioni e anche sulla stagione delle bombe, quando tra Afragola e Casoria furono fatti  esplodere ben 20 ordigni piazzati nelle serrande di esercizi commerciali e attività imprenditoriali.

Le prime dichiarazioni

Luigi Migliozzi, interrogato lo scorso 10 dicembre nel carcere di Poggioreale dal Sostituto Procuratore di Napoli dott. Gianfranco Scarfò, magistrato della DDA di Napoli, ha dichiarato la volontà di intraprendere un percorso di collaborazione con la Giustizia “perché vuole cambiar vita”. Poi Migliozzi racconta il suo excursus criminale: “Prima di essere arrestato nel 2016 io gestivo una piazza nelle palazzine di Casoria ed infatti quanto sono uscito dal carcere nel 2017 sono stato subito avvicinato da DE POMPEIS Vincenzo detto la Lupara che mi diceva che Pierino a ‘Siberia mi voleva incontrare perché diceva “tu sei forte a spacciare e lo sa pure lo zio e dobbiamo riaprire la piazza nelle palazzine”. “Quando mi sono incontrato con Pierino, nel 2017 dopo la mia scarcerazione, lo stesso mi ha regalato duemila euro e mi ha detto che essendo io bravo con la droga dovevo riaprire una piazza nelle palazzine. Pertanto decisi di affiliarmi a loro e da allora ho preso uno stipendio di quattro — cinque mila euro al mese. Pierino Siberia appartiene ai Moccia. lo so che la famiglia Moccia vuole bene a Pierino. Pierino si recava sempre ad Afragola ma non so da chi e spesso diceva che riceveva “ordini dall’alto”. Io però non ho mai visto Pierino con qualcuno della famiglia Moccia né conosco qualcuno di tale famiglia. Pierino diceva sempre che si è fatto un sacco di anni di carcere per la famiglia Moccia allo stesso modo di Mauro Franzese. Pierino quando parlava dì Mauro lo appellava “mio fratello”.