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Mala flegrea in subbuglio, si è pentito il ras del clan Troncone

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Una notizia destinata a scuotere gli ambienti criminali della zona occidentale di Napoli. Emanuele De Pasquale, organico al clan Troncone, si è pentito. La notizia è giunta come un fulmine a ciel sereno durante l’udienza per il processo che vede alla sbarra i boss e i ras di via Caio Duilio e i loro alleati, i Frizziero della Torretta di Chiaia.

Le accuse al nuovo pentito

De Pasquale, a cui viene contestata l’associazione camorristica e l’associazione per traffico di stupefacenti, ha maturato nei giorni scorsi la decisione di passare dalla parte dello Stato. Una notizia destinata a sconvolgere i già precari equilibri della camorra della zona occidentale di Napoli. Durante il processo il pubblico ministero ha avanzato la richiesta di depositare le prime dichiarazioni del neo collaboratore di giustizia.

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Le difese (collegio difensivo composto dagli avvocati Paolo Gallina, Leopoldo Perone, Antonio Abet, Andrea Lucchetta e Giuseppe De Gregorio) si sono strenuamente opposte perché si è nella fase dell’abbreviato avanzato e dunque non vi sarebbe la possibilità di escutere le sue dichiarazioni. In questa fase vi sarebbe questa possibilità ma solo se questa sia stata manifestata preventivamente e se il giudice ritenga che ciò sia assolutamente necessario si fini della decisione finale. Il gip si è riservato sull’ammissibilità o meno della richiesta ma nel primo caso è chiaro che le difese dovranno poi avere la possibilità di effettuare un controesame delle dichiarazioni di De Pasquale.

L’arresto di De Pasquale

Quest’ultimo fu arrestato nell’operazione che colpì duramente I Troncone e i Frizziero. Le indagini, condotte dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli e coordinate dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia, documentarono la piena operatività dei due clan nei quartieri occidentali del capoluogo campano. Furono ricostruite numerose estorsioni, non solo nei confronti di esercizi pubblici ma anche nei riguardi di persone dedite allo svolgimento di attività illecite (spaccio di sostanze stupefacenti, contrabbando di tabacchi lavorati esteri e parcheggiatori abusivi). Le indagini documentarono il versamento, con cadenza settimanale, di somme di denaro a titolo di “controprestazione” per l’esercizio delle relative attività illecite sul territorio.

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