Patrizia Mercolino e Antonio Caliendo non riesco a parlare nello studio di Domenica In, mentre vedono scorrere le immagini del loro figlio Domenico. Il bambino, che aveva soltanto due anni e mezzo, è morto il 21 febbraio all’ospedale Monaldi di Napoli dopo 60 giorni dal trapianto di un cuore bruciato dal ghiaccio secco.
«Se continuiamo ad andare in televisione è perché vogliamo ricordare Domenico e aiutare gli altri bambini. Questa cosa non deve succedere più a nessun bambino, nessun’altra famiglia deve soffrire come noi», dichiara la mamma a Mara Venier raccontando il progetto della Fondazione che vuole creare a nome del suo bambino.
“Brutte sensazioni sull’intervento, volevamo portarlo a casa”
«Domenico in quegli anni faceva alti e bassi – spiega papà Antonio in lacrime – aveva una voglia pazzesca di vivere, abbiamo cercato di fargli vivere una vita normale».
Prima di Natale 2025 Patrizia riceve la chiamata dall’ospedale per il trapianto del nuovo cuore: «Ho attaccato il telefono in faccia alla dottoressa, non avevo una bella sensazione». Un presentimento che ha anche Antonio: «Volevo portare mio figlio a casa».
L’ultima volta che abbracciano Domenico è nella sala operatoria, prima dell’intervento. Da quel momento la loro vita viene stravolta dall’esito negativo dell’operazione e dalla notizia del trapianto del cuore bruciato a causa del ghiaccio secco.
«Domenico è stato vittima di una serie di concause, a partire dall’espianto del suo cuore – interviene l’avvocato Francesco Petruzzi, presente in studio – il vero errore fatale non è stato il ghiaccio secco, ma la mancanza di monitoraggio della temperatura per tutto il viaggio. Quella box non era a norma dal 2018, quell’equipe viola le direttive da anni».
“La notte si fa fatica a dormire”. Arriva la promessa di Sal Da Vinci
Alla fine Domenico si spegne il 21 febbraio 2026. Subito Patrizia Mercolino torna a casa per dirglielo agli altri suoi due figli: «Alla piccola ho detto che il suo fratellino era diventato un angelo. Mentre il più grande, che ha 11 anni, aveva capito tutto. Mi ha detto: “mamma fagliela pagare”». «Siamo tutti arrabbiati, la notte faccio fatica a dormire», racconta Antonio Caliendo.
Adesso i genitori di Domenico, insieme all’aiuto dell’avvocato Petruzzi, si vogliono impegnare per realizzare una Fondazione a suo nome. «Ma dobbiamo ancora raggiungere i 30mila euro per poterla aprire», spiega l’avvocato. Così Mara Venier manda un messaggio che Sal Da Vinci, ultimo vincitore di Sanremo, ha realizzato per la famiglia Caliendo: «Con la Nazionale italiana cantanti stiamo organizzando una partita per raccogliere i fondi necessari».

