Morsi e violenza sulla moglie, poi 46 coltellate: la condanna a 30 anni

(Uno scatto che ritrae la famiglia Siani al completo - archivio InterNapoli)

Quando la notizia si diffuse a macchia d’olio, le reazioni delle persone furono più o meno le stesse. Disgusto, sbigottimento, rabbia per qualcosa che sembrava non aver alcun senso. Un uomo di Cava de’ Tirreni, Salvatore Siani, riversò sulla moglie un’inqualificabile raptus di follia e ira. La picchiò, violentemente. Poi passò ai morsi. Alla fine, impugnò un coltello da cucina e fu tragedia. Una , dieci, venti coltellate. Poi, ancora. Alla fine, furono quarantasei, a testimonianza della follia pura che offuscò la mente di Salvatore. Il processo cominciò quasi subito. Era il 22 gennaio scorso.

Oggi è arrivata la sentenza: 30 anni di carcere per aver impersonificato la rabbia folle. Trent’anni di carcere per aver distrutto una famiglia e le vite di amici e parenti. Il Giudice così ha chiosato: «La sua azione fu impulsiva, di fronte all’ennesimo atteggiamento sfuggente ed insofferente della moglie. In preda ad un raptus di rabbia ha preso un coltello da cucina ed ha iniziato a colpirla più volte per causarne la morte». Un raptus di follia, quindi. Nessuna gelosia, nessuna premeditazione. Anche perché Siani aveva in casa un’arma, regolarmente dichiarata. Invece usò un coltello da cucina, dopo attimi di tensione familiare.