Il piccolo Domenico non c’è l’ha fatta. Il bambino era ricoverato presso l’ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto effettuato con un cuore gravemente compromesso. Le sue condizioni cliniche erano apparse fin da subito molto critiche e, con il passare delle ore, il quadro si è ulteriormente aggravato fino al cedimento degli organi vitali, ormai fortemente compromessi.
Poco prima che si spegnesse, al Monaldi è giunto anche il cardinale Domenico Battaglia, che ha impartito al piccolo l’estrema unzione, raccogliendosi in preghiera accanto ai genitori, mamma Patrizia e papà Antonio. Un gesto di profonda vicinanza spirituale in un momento di dolore indicibile.
Gli ultimi giorni di vita
Negli ultimi istanti della sua brevissima vita, dopo un consulto specialistico tra i medici del nosocomio partenopeo, si era deciso di sospendere l’accanimento farmacologico e di lasciare spazio alle cure palliative, per accompagnarlo nel modo meno sofferente possibile verso la fine. Una scelta dolorosa ma ritenuta necessaria, alla luce di un’emorragia cerebrale e di condizioni generali tali da rendere non opportuno un secondo trapianto: le possibilità di riuscita, avevano spiegato i sanitari, si aggiravano attorno al 10%.
Nei giorni scorsi si era riaccesa la speranza di un nuovo cuore compatibile, ma dopo le valutazioni cliniche si è deciso di non procedere. L’organo è stato quindi destinato a un altro bambino inserito nella lista trapianti insieme a Domenico.


