Dodici ore di fuoco a Napoli, tre agguati in poche ore: un morto e due feriti

Tre agguati in poche ore a Napoli, un morto e due feriti. E’ il tragico bilancio di 12 ore di fuoco tra Napoli e Provincia. Una doppia lite ha preceduto l’agguato costato la vita ad Alessandro Napolitano, trovato senza vita ieri sera in via Cupa Capodichino nella sua auto dopo aver abbassato la saracinesca del bar di sua proprietà, il bar Azzurro. Le primissime informazioni raccolte dalla polizia hanno permesso di capire cosa è accaduto negli ultimi giorni: stando a tali indiscrezioni pare che Napolitano (che ha piccoli precedenti per droga ma non risulta legato a nessun clan della zona) abbia avuto due discussioni, a distanza di cinque giorni l’una dall’altra, con delle persone ancora da identificare.

Una doppia lite prima dell’agguato mortale, il retroscena sull’omicidio di Alessandro Napolitano

Una discussione per motivi non legati alla malavita. E’ questa dunque l’ipotesi più accreditata (non si esclude alcuna pista), la traccia principale da cui partire per cercare di identificare i killer del 30enne raggiunto da cinque colpi (di cui due mortali) mentre era da poco salito sulla sua auto.Napolitano, molto conosciuto nella zona e nel vicino rione Gescal, gestisce il bar insieme al fratello: fondamentali saranno le prossime ore per capire cosa sia accaduto e quali le modalità di azione del commando. Indaga la squadra mobile.

Doppio agguato tra Materdei e la Pignasecca, possibili legami tra le due sparatorie ad Antonio e Nicola

Si indaga su un possibile collegamento tra il ferimento di Antonio Giarnieri, il 23enne barista ferito questa mattina nella Caffetteria Sommella di via Pasquale Scura alla Pignasecca, e quello avvenuto questa notte nel quartiere Materdei, dove un altro giovane, Nicola Minieri, è stato centrato da un proiettile alla gamba destra. Gli approfondimenti di Polizia sono in corso per appurare se la sparatoria ai di Guarnieri sia la risposta a quella di Materdei. Entrambe le vittime di agguato sono ricoverate all’ospedale Pellegrini e le loro condizioni non destano particolari preoccupazioni. Guarnieri è stato centrato da diversi proiettili ad un gluteo e alle gambe ma non rischia la vita. Al Pronto Soccorso del Pellegrini sono arrivati i parenti di Antonio Guarnieri che restano in attesa di aggiornamenti sul suo stato di salute.

Il Primo lancio

Sparatoria questa mattina nella Caffetteria Sommella alla Pignasecca, quartiere del centro storico. Un ragazzo di 23 anni, Antonio Giarnieri, è stato ferito alle gambe e ad un gluteo mentre si trovava all’interno della Caffetteria di cui è dipendente. Ad agire, stando alle prime ricostruzioni, un commando formato da due persone giunte in sella ad uno scooter con il volto coperto attorno alle 8.30. Antonio Giarnieri è ora ricoverato all’ospedale Pellegrini, situato a poca distanza dal luogo dell’agguato. Le sue condizioni sono da valutare ma non è in pericolo di vita.
«Ho sentito 3 o 4 colpi di pistola, ma non ho visto nulla perché ero già a lavoro» ha dichiarato il titolare del Tabacchi di fianco alla caffetteria. «Gravissimo che si spari di prima mattina in un bar con tanti clienti e con gente che passa nel quartiere, nel cuore di Napoli. Siamo stati fortunati che non si sia verificata la tragedia. La prossima settimana ci sarà in Prefettura un comitato per l’ordine e la sicurezza» afferma il presidente della II Municipalità Francesco Chirico.
«Conosco i ragazzi del bar, portano il caffè all’università di Architettura dove studio ma non so preciso chi sia il ragazzo. Sarà stato un regolamento di conti tra ragazzi?» dice una ragazza. Amareggiato per quanto successo anche Raimondo Aiello, nipote del fondatore del Bar Sommella, poi dato in gestione. «Antonio lo conosco, è un bravissimo ragazzo come ho avuto modo di appurare prendendo il caffè qui ogni mattina. Anche gli attuali gestori a  cui abbiamo affidato il bar sono persone per bene. La Caffetteria Sommella è frequentata soprattutto da universitari, non si sono mai verificati problemi». Si scava nella vita privata di Antonio Giarnieri. Voci parlano di un contesto familiare complicato, ma con il 23enne sempre stato estraneo a dinamiche e contesti criminali.