Caccia al narcos della camorra, Raffaele Imperiale nel mirino dei magistrati. Ieri il procuratore capo Giovanni Melillo ha tenuto una videoconferenza stampa dopo l’arresto del boss Antonio Di Martino. In quella sede il capo della Procura di Napoli ha annunciato anche gli obiettivi della Procura: “Imperiale, uno dei grandi broker del traffico di droga a livello mondiale. Scontiamo i difetti e limiti della collaborazione prestata dalle autorità di altri Stati in particolare dagli Emirati arabi uniti”.

CHI E’ RAFFAELE IMPERIALE

La vita di Imperiale sembra uscire direttamente da una sceneggiatura Netflix. Figlio di un facoltoso costruttore di Castellammare di Stabia.  ‘Lello Ferrarelle’ sin da ragazzo subì un sequestro lampo che non ha mai del tutto convinto gli inquirenti che seguirono il caso.

E’ appena ventenne quando si trasferisce ad Amsterdam dal fratello. Forse è lì tra i canali che capisce l’importanza di determinati canali. In terra olandese fu introdotto da un uomo dei Moccia a Elio Amato (il fratello di Raffaele, capo degli Scissionisti) che si presenta come Giancarlo e prenota un carico da far arrivare a Secondigliano.

LA FAIDA DI SECONDIGLIANO E IL RUOLO DI ‘FERRARELLE’ 

Da lì in poi è l’ascesa di quel ragazzo di Castellammare che fa i milioni grazie all’organizzazione criminale creata da Paolo Di Lauro. All’epoca nel clan di Ciruzzo o’ milionario c’erano da Raffaele Amato, Maurizio Prestieri, Rosario Pariante, Enrico D’Avanzo, Raffaele Abbinante, Gennaro Marino e Antonio Leonardi. Imperiale diventa il referente di Secondigliano che tratta direttamente coi cartelli.

Talmente potente che quando scoppia la faida sia i Di Lauro che gli Scissionisti sanno bene che in base a chi sceglierà ‘o Lello verranno decisi gli esiti della contesa. Previsione che si concretizza quando Imperiale continua a rifornire la ‘scissione’ almeno fino al 2008 nella sua latitanza dorata di Dubai che dura ancora oggi.

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