HomeCronacaBarbiere muore dopo la lite in strada, arrestato il presunto omicida

Barbiere muore dopo la lite in strada, arrestato il presunto omicida

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Niko Tacconi era barbiere molto conosciuto in città anche per la passione per la musica latina e la partecipazione a serate nei locali, e il suo presunto omicida, Emanuele Bellini si appoggiavano alla stessa persona per ricevere pasti e aiuti quotidiani. Questa situazione avrebbe innescato tensioni crescenti tra loro, benché non risultino legami sentimentali con la donna.

Già interdetto dal tribunale per problemi economici, il 54enne è ora rinchiuso nel carcere ascolano di Marino del Tronto con le accuse di omicidio volontario e resistenza a pubblico ufficiale. Al momento del fermo, alla vista dei militari, ha tentato una fuga dalla sua abitazione in via Pergolesi. Una vicina di casa del 54enne, la signora Mimma, ha descritto un clima di costante agitazione nell’appartamento dell’uomo: “verso le 19 ho sentito rumori, un casino, ma siccome lo fa sempre non pensavo mai a una cosa del genere”.

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“Lo aiutavo”

La donna ha aggiunto che Bellini le chiedeva spesso soldi e cibo: “io lo aiutavo, sono una di chiesa, ma in casa sua c’era sempre gente che andava e veniva”. La tragedia si è consumata intorno alle 19 ma la miccia sarebbe stata un alterco via WhatsApp iniziato poco prima. A riferirlo Cinzia Castiglioni, amica della vittima e residente nel quartiere: ricorda che Niko, dopo aver discusso a distanza, ha deciso di affrontare la situazione di persona: “ha detto: ‘adesso ci vado a parlare’. Gli sono andati dietro per fermarlo, ma quando sono arrivati era già stato accoltellato”.

Il colpo contro Niko

Una volta nell’appartamento, Bellini avrebbe impugnato un coltello da cucina e sferrato un unico, letale, fendente all’addome della vittima. Nonostante i soccorsi, Tacconi è morto poco dopo l’arrivo all’ospedale Mazzoni. Il 54enne sostiene la tesi di un impatto accidentale durante una colluttazione: ‘non volevo fargli del male’. Intanto la Procura attende l’esito dell’autopsia per chiarire la dinamica dell’omicidio. Il quartiere piange la morte del barbiere, ricordato per la sua immensa generosità: “faceva i capelli ai ragazzi che non avevano possibilità di pagare; a chi era in difficoltà non chiedeva mai nulla”.

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