È sempre più chiaro, con il passare delle ore, che il vero obiettivo dell’agguato fosse Rosario Coppola. L’omicidio avvenuto nella serata di ieri ad Arzano, in via Sette Re, assume i contorni di un’esecuzione mirata, mentre la posizione di Antonio Persico appare sempre più quella di un bersaglio collaterale.
Coppola, 52 anni, nato ad Arzano il 26 marzo 1974, è stato raggiunto da almeno cinque colpi di arma da fuoco in diverse parti del corpo. Una raffica letale, precisa, che non gli ha lasciato scampo: l’uomo è morto sul colpo, all’interno dell’auto sulla quale si trovava. Ben diversa, invece, la dinamica che riguarda Persico, 25 anni, nato a Massa di Somma il 19 gennaio 2001, colpito da un solo proiettile al braccio destro.
Un dettaglio tutt’altro che secondario, che rafforza l’ipotesi investigativa secondo cui i killer avessero un bersaglio ben definito. Persico è stato soccorso dal 118 e trasportato all’ospedale di Giugliano in Campania, dove resta ricoverato in osservazione: non è in pericolo di vita.
L’agguato si è consumato in pieno centro abitato, seminando il panico tra i residenti. A far scattare l’intervento delle forze dell’ordine sono state alcune chiamate al 112 da parte di cittadini che avevano udito distintamente gli spari. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Tenenza di Arzano e quelli della sezione operativa di Casoria, mentre i rilievi sono stati affidati al Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna.
Gli investigatori stanno lavorando per ricostruire con precisione la dinamica e soprattutto la matrice dell’agguato, che appare sempre più compatibile con un’azione mirata e organizzata. La sproporzione nel numero dei colpi esplosi contro Coppola rispetto a quello che ha ferito Persico rappresenta, per gli inquirenti, un elemento chiave: un messaggio chiaro, diretto, che lascia poco spazio all’ipotesi di un’azione casuale.

