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mercoledì, Luglio 24, 2024
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Omicidio Coppola, Antonio Felli verso il processo. Il padre di Gianluca:«Solo l’ergastolo può dare giustizia a mio figlio»

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Indagini chiuse, Antonio Felli verso il processo per l’omicidio di Gianluca Coppola , il giovane ucciso a Casoria lo scorso aprile (la notizia era stata anticipata qualche giorno fa da Internapoli). Il pubblico ministero Ivana Fulco ha comunicato al giovane e al suo difensore, l’avvocato Dario Carmine Procentese, che le indagini preliminari sono concluse. Felli, in sede di interrogatorio, aveva provato a fornire una propria versione dei fatti spiegando che il giorno del raid aveva agito accecato dall’ira, in quanto in precedenza sarebbe stato a sua volta aggredito dalla vittima, convinta che stesse intrattenendo una relazione sentimentale con la sua ex fidanzata. Coppola sarebbe morto dopo qualche settimana a causa della gravità delle ferite riportate. «Spero che Felli paghi realmente per quello che ha fatto a mio figlio. Spero che i giudici oltre ad attenersi alle leggi ragionino anche come padri e madri perché fino a quando questi assassini avranno tutti questi benefici dalle leggi si sentiranno in diritto di togliere la vita alle persone. La giusta pena per Antonio Felli è l’ergastolo, lui a noi genitori ha inflitto una pena ben più grave più di un ergastolo, ci ha condannato per il resto dei nostri giorni a soffrire. Nessun genitore dovrebbe vedere la morte di un figlio, noi abbiamo visto morire Gianluca dopo ben 40 giorni di agonie e sofferenze». E ancora:«Gianluca era un lavoratore che si sudava lo stipendio alzandosi alle 4.30 del mattino, aveva una vita davanti a sé, si stava costruendo un futuro col sudore della fronte e non è giusto che il suo assassinio se la cavi con una condanna che non sia definitiva, esemplare e dura. che per noi non può che essere l’ergastolo. Questo chiediamo ai magistrati, nessuno sconto di pena né benefici a Felli perché se questo accadesse mio figlio non avrebbe giustizia e verrebbe ucciso una seconda volta» racconta il padre di Gianluca Coppola.

L’articolo precedente: nuova ordinanza per Felli

Una nuova ordinanza è stata spiccata nei confronti di Antonio Felli, accusato dell’omicidio del giovane Gianluca Coppola a Casoria. Il Gup Battinieri del tribunale di Napoli ha sostanzialmente mutato l’originaria contestazione che vedeva Felli imputato per il delitto di tentato omicidio. A seguito del deceso del giovane casoriano, a carico di Felli è stato emesso nuovo titolo con l’accusa di omicidio consumato. Il giudice ha altresi respinto la richiesta dei motivi futili e dell’aggravante mafiosa, ritenendo allo stato entrambe le aggravanti insussistenti. Ieri si è celebrato il nuovo interrogatorio di garanzia dove Felli (difeso dall’avvocato Dario Carmine Procentese) ha confermato le dichiarazioni rese originariamente al gip presso il tribunale di Napoli nord, il quale dopo la convalida del fermo trasmise gli atti a Napoli quale giudice competente. Felli ha manifestato nel corso del suo interrogatorio profondo rammarico per quanto verificatosi.

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Omicidio Coppola a Casoria, colpo di scena: si ‘alleggerisce’ la posizione di Felli

Esclusi, infatti, nei confronti di Felli sia i futili e abietti motivi sia l’aggravante mafiosa. Il gip ha dunque condiviso le censure sollevate dall’avvocato Dario Carmine Procentese, nel corso della convalida del decreto di fermo del emesso dalla DDA il 27.04.2021.

Le novità sull’omicidio di Gianluca Coppola

Sia secondo l’avvocato difensore che secondo il Gip, la presunta militanza di Felli in ambienti criminali (tutta da dimostrare) poco avrebbe a che fare con l’omicidio Coppola. Inoltre le emergenze investigative raccolte sarebbero contrastanti. Infatti secondo Luigi Migliozzi, collaboratore di giustiza del clan Moccia, Felli sarebbe uomo vicino a presunti esponenti della criminalità caivanese. Mentre dal contenuto di alcune intercettazioni emerse in un altro procedimento l’indagato sembrerebbe invece vicino ad ambienti criminali di San Pietro a Patierno. Elementi contrastanti, dunque, che gettano l’ombra sulla posizione criminale di Felli. Per questo motivo il gip di Napoli ha ritenuto di dover escludere anche l’aggravante dei motivi futili ed abbietti. Allo stato delle investigazioni, non è ancora accertato il preciso movente del delitto.

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