Tra poche settimane la Procura di Pavia concluderà le indagini sul caso di Garlasco. Un fascicolo che per oltre un anno ha alimentato dibattiti televisivi, indiscrezioni e continue smentite. Ora gli investigatori sono pronti a rendere noti gli elementi raccolti, finora rimasti riservati.
La chiusura delle indagini verrà notificata alle parti e, dopo i passaggi tecnici, potrebbe portare alla richiesta di rinvio a giudizio per Andrea Sempio, oggi indagato per l’omicidio di Chiara Poggi. Secondo gli inquirenti, esisterebbero elementi sufficienti per sostenere questa ipotesi davanti a un tribunale. Nella loro ricostruzione, l’amico del fratello della vittima — all’epoca diciannovenne — potrebbe essere coinvolto direttamente nel delitto.
Parallelamente, non sarebbero emerse prove che collochino sulla scena Alberto Stasi, condannato in via definitiva e oggi quarantenne. Anzi, alcune risultanze investigative contrasterebbero con quanto stabilito nelle sentenze, aprendo potenzialmente alla possibilità di una revisione del processo, che potrebbe essere sollecitata dagli stessi magistrati.
Nel frattempo, il procuratore di Pavia Fabio Napoleone incontrerà a Milano la procuratrice generale Francesca Nanni. Un confronto programmato da tempo e non collegato a un recente esposto che ipotizza presunte interferenze nelle indagini. In alcune registrazioni — già citate in ambito televisivo — si parla di scenari legati a festini, droga e più persone coinvolte nel delitto. Ipotesi che però gli investigatori escludono, così come altre piste emerse negli anni: dalle gemelle Cappa, ritenute estranee, a presunti riti satanici o eventi sospetti in Lomellina. Tutte ricostruzioni considerate prive di fondamento.
L’attuale indagine si concentra esclusivamente su Andrea Sempio. Gli accertamenti si sono conclusi con il deposito della relazione finale dei carabinieri e delle consulenze tecniche. In ambito medico-legale, l’analisi affidata a Cristina Cattaneo colloca l’orario della morte tra le 10:30 e le 12, con maggiore probabilità tra le 11 e le 11:30, in linea con le prime valutazioni.
Tra le verifiche più recenti figura anche la nuova analisi genetica condotta dal professor Carlo Previderé, basata sui dati originari. Uno degli elementi esaminati riguarda una traccia biologica trovata sui pedali della bicicletta di Stasi: il profilo risulterebbe identico a quello rilevato su un cucchiaino usato dalla vittima. Ulteriori analisi sulla scena del crimine avrebbero escluso che l’assassino abbia utilizzato il lavabo del piano terra.
Infine, sono state rivalutate alcune impronte compatibili con scarpe Lacoste, simili a quelle indossate da Stasi. Questi elementi metterebbero in discussione la versione secondo cui l’ex fidanzato non sarebbe entrato in casa al momento della scoperta del corpo, suggerendo invece una presenza precedente legata al delitto.


