Il processo chiamato a far luce sulla morte di Emanuele Tufano, il 15enne ucciso da fuoco amico durante un’incursione armata tra due gruppi della Sanità e del Mercato, entra nel vivo. Il primo step dell’iter giudiziario si è caratterizzato per la prima tegola per i sei minori imputati per la morte del giovane. Il giudice del Tribunale dei Minorenni, respingendo le istanze presentate dalle difese, ha negato la messa alla prova per i ragazzini che dunque restano dietro le sbarre in attesa della prossima udienza.
L’omicidio di Emanuele Tufano ha avuto come ‘conseguenza’ un altro delitto, la morte di Emanuele Durante, ritenuto colui che aveva tradito i ragazzi della Sanità. E così nel maggio scorso erano scattati sedici arresti per i due delitti. Sul fronte Tufano la ricostruzione chiarì che il gruppo capeggiato da giovani orbitanti nel clan Sequino si incrociò, nel corso di un’incursione armata, con ragazzi del Mercato capeggiati da Gennaro De Martino. Ne seguì un terribile conflitto a fuoco nel corso del quale Tufano perse la vita.

