Papa Leone XIV oggi, 8 maggio, tra Pompei e Napoli per una giornata storica seguita in diretta da televisioni di tutto il mondo. Massime misure di sicurezza nelle due città già dalla serata di ieri, con migliaia di fedeli lungo le strade per salutare il Pontefice. L’arrivo del Santo Padre a Pompei è avvenuto intorno alle 8.50 in elicottero. Ad accoglierlo una folla immensa in piazza Bartolo Longo, dove il Papa si è fermato in preghiera davanti al Santissimo Sacramento prima di salutare ammalati, anziani e persone con disabilità presenti nel Santuario.
“Sia lodato Gesù Cristo. Che bella giornata, quante benedizioni che il Signore ha voluto dare a tutti noi oggi. Mi sento benedetto nell’essere qui nel giorno della Supplica e di questo anniversario. Ora ci prepariamo per celebrare la Santa Messa. Siamo tutti uniti in questa bellissima giornata. Dio vi benedica a tutti”.
Successivamente Leone XIV si è rivolto ancora alla folla raccolta nel Santuario Mariano: “Buongiorno a tutti, buongiorno Pompei. Grazie per la vostra presenza. Tra poco ci prepariamo per preparare la Santa Messa. In questo Santuario sappiamo bene che la mamma è sempre con noi. La nostra madre Maria. Pregheremo insieme e celebreremo la gioia dell’essere battezzati discepoli di Gesù. Grazie ci vediamo tra poco”.
Alle parole del Pontefice è seguito il coro dei fedeli presenti in piazza: “Evviva il Papa”. Nel pomeriggio il trasferimento a Napoli, previsto intorno alle 15. Qui Leone XIV raggiungerà il Duomo e successivamente piazza del Plebiscito, dove alle 17 incontrerà la cittadinanza. Per gli spostamenti nel capoluogo campano sarà utilizzata la Papamobile lungo tre diversi percorsi: dalla Rotonda Diaz al Duomo, dal Duomo a piazza del Plebiscito e infine di nuovo verso la Rotonda Diaz, da dove il Pontefice ripartirà in elicottero verso il Vaticano.
Oggi 8 maggio un anno di Pontificato
La evocò l’8 maggio dell’anno scorso quando fu eletto, un po’ a sorpresa, alla guida della Chiesa universale.
Oggi, nel giorno del primo anniversario di pontificato è lui stesso, papa Leone, a pronunciare la Supplica alla Madonna, quella che ogni 8 maggio mette in collegamento migliaia di fedeli da tutto il mondo, direttamente dal santuario di Pompei.
E sono tanti i fili che si riannodano in questo giorno speciale: proprio domani si celebra il 150° anniversario dalla posa della prima pietra del Santuario, tenutasi alla presenza del Fondatore, il benefattore laico Bartolo Longo, l’8 maggio 1876. Quel Bartolo Longo che, in uno dei primi atti del pontificato, Leone ha canonizzato il 19 ottobre scorso in piazza San Pietro. Inoltre, la supplica fu scritta da Longo nel 1883, nel contesto delle difficoltà sociali dell’epoca, come risposta all’invito di Papa Leone XIII, il papa della Dottrina sociale della Chiesa e della enciclica Rerum novarum (sulle Cose nuove) da cui Prevost ha ripreso il nome divenendo Leone XIV. “Oggi è il giorno della supplica alla Madonna di Pompei – ricordava lo stesso neo Pontefice nel tradizionale affaccio e saluto alla folla dal Loggione della basilica di San Pietro subito dopo aver indossato le vesti papali e dismesso quelle da cardinale -. Nostra madre Maria vuole sempre camminare con noi, stare vicino, aiutarci con la sua intercessione e il suo amore. Allora vorrei pregare insieme a voi, insieme per questa nuova missione, però per tutta la Chiesa, per la pace nel mondo, e chiediamo questa grazia speciale di Maria”. Il Leone che si affacciava quel giorno era ancora un Papa poco decifrabile, si ‘svelava’ a una folla scoppiata in tripudio ma ancora in gran parte ignara di chi avesse di fronte, con i paramenti rossi sull’abito bianco, gli occhiali da vista calati sul naso e il foglio del discorso preparato in quattro e quattr’otto in mano.
Oggi arriva a Pompei e Napoli quando la sua proposta di pace e unità espressa fin dal primo giorno appare più nitida e la sua voce in difesa degli ultimi e delle vittime di ogni guerra già imposta a livello globale. Ancor più per questo sono forti i sentimenti di attesa e di emozione sia a Pompei che riceve il terzo Papa in pochi decenni (Giovanni Paolo II due volte nel 1979 e nel 2003, poi Benedetto XVI nel 2008 e quindi Francesco nel 2015), sia a Napoli dove la città attende di abbracciare il Pontefice nella celebrazione clou in piazza del Plebiscito. Nel cuore di Leone c’è un desiderio “ardente di pace”, annotava già nei giorni scorsi il prelato di Pompei, mons.Tommaso Caputo che lo accoglierà domattina per una visita pastorale con al centro malati, anziani, disabili, meno abbienti.
A Napoli incoraggerà invece, spiega il vescovo ausiliare mons. Francesco Beneduce, “a non mollare soprattutto in questa fase in cui la città sta riscoprendo e anche come chiesa, la valorizzazione del suo patrimonio artistico, culturale e valoriale anche per la sua posizione nel Mediteraneo”. “Le ricchezze naturali paesaggistiche la storia l’arte e il tema del lavoro, insomma il bene e il bello – continua – vedono ancora una congiuntura in questa città grazie a una grandissima sinergia tra la comunità civile e quella eccelsiale, con un arcivescovo” (il cardinale Mimmo Battaglia), “attento a chi è ai margini. Ma troviamo attenzione e desiderio di collaborare con la chiesa che ogni giorno è presenza nella città di Napoli prendendosi cura dei senza dimora ma anche con il cosiddetto Patto educativo da qualche anno instaurato tra la comunità ecclesiale e quella civile”. “Anche a livello di quartieri – aggiunge – Napoli deve essere aiutata affinché questi non siano città nella città con alcuni stigmatizzati ma portare anhce lì l’incoraggiamento che è nella linea del sinodo. Il motto scelto per la visita è “Camminava con loro”, domani il Papa camminerà con noi a Napoli e da lì dobbiamo camminare tutti insieme, Chiesa e uomini di buona volontà”.
Le parole del Papa durante la messa
“Esattamente un anno fa, quando mi è stato affidato il ministero di Successore di Pietro, era proprio la giornata della Supplica alla Vergine del Santo Rosario di Pompei”. Il Papa presiede messa nel Santuario di Pompei e ricorda l’anniversario del primo anno di pontificato tra gli applausi dei fedeli. “Dovevo dunque venire qui, a porre il mio servizio sotto la protezione della Vergine Santa. L’aver poi scelto il nome di Leone – dice -, mi pone sulle orme di Leone XIII, che ebbe, tra gli altri meriti, anche quello di aver sviluppato un ampio Magistero sul Santo Rosario. A tutto ciò si aggiunge la recente canonizzazione di San Bartolo Longo, apostolo del Rosario”. La folla in piazza applaude nuovamente.
“150 anni fa ponendo la prima pietra di questo Santuario, San Bartolo Longo insieme alla moglie gettò le basi non solo di un tempio ma di un’intera città mariana. Egli esprimeva la consapevolezza di un disegno di Dio. ‘Oggi come ai tempi dell’antica Pompei è necessario annunciare Cristo a una società che si sta allontandando dai valori cristiani e ne smarrisce la memoria’, disse qui Giovanni Paolo II. Dovevo venire qui a porre il mio servizio sotto la protezione della Vergine Santa. Aver scelto il nome di Leone mi pone sulle orme di Leone XIV. A tutto ciò sussegue la recente canonizzazione di San Bartolo Longo, apostolo del Santo Rosario”.
Due malori tra la folla
Durante la Santa Messa celebrata da Papa Leone XIV a Pompei, due persone hanno avuto un malore nei pressi di un bar, probabilmente a causa di un calo di pressione.
FOTO: Il Mattino

