Patrizio Bosti junior avrebbe ricevuto lo scettro del potere criminale quasi per discendenza dinastica, così si sarebbe messo alla testa del Gruppo dei Porticati di San Giovanniello. Il 22enne è il figlio di Ettore e nipote di ‘o Patrizio, con i quali avrebbe condiviso le strategie criminali. La DDA di Napoli ha chiesto e ottenuto l’arresto del giovane accusandolo di traffico di droga, della gestione delle piazze del clan e della casa comune, del pagamento delle ‘mesate’ agli affiliati e di aver comprato le armi per poter esercitare il controllo del territorio. Nella Paranza dei Porticati avrebbero militato anche Giorgio Marasco, Gennaro Diano, Emanuele Rubino, Antonio Raia, Samuele Nicosia, Franco Messina e Francesco Matteo.
L’indagine è stata coordinata dalla DDA di Napoli e condotta dalla Squadra Mobile di Napoli dal 16 maggio 2022, dopo la violenta aggressione nei confronti dei clienti e dei proprietari del ristorante Cala La Pasta, situato in via dei Tribunali. Per quel violento episodio, il 15 giugno 2022 sono state arrestate, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, 4 persone gravemente indiziate, a vario titolo, di minaccia e lesioni gravi aggravate dalle condizioni previste dall’art.416 bis 1, lesioni stradali gravissime con l’aggravante della fuga. I giovani sono ritenuti dalla Procura di Napoli di elevata pericolosità sia per le modalità, particolarmente spregiudicate delle azioni delittuose poste in essere, sia per la concreta disponibilità di armi da guerra. Inoltre, gli affiliati sarebbero stati in costante ricerca di altre armi necessarie nel conflitto con le organizzazioni nemiche.
Si precisa che il provvedimento cautelare è stato adottato nella fase delle indagini preliminari e che lo stesso è suscettibile di impugnazione: i destinatari sono persone sottoposte a indagine e, pertanto, da ritenersi presunte innocenti fino a sentenza definitiva.
Il blitz contro la Paranza dei Porticati
Oggi la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di applicazione della misura cautelare in carcere nei confronti di 6 soggetti pluripregiudicati e del divieto di dimora nella regione Campania nei confronti di altri 3 soggetti pluripregiudicati, ritenuti gravemente indiziati di far parte del clan Contini, alleato ai clan Mallardo e Licciardi nell’Alleanza di Secondigliano, nonchè di associazione finalizzata al traffico di droga, rapina, truffa, furto, minaccia aggravata, lesioni, porto e detenzione di armi da fuoco ed accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di detenuti: reati tutti aggravati dalle modalità mafiose e/o dalla finalità di agevolare il clan napoletano.
Sgominata la paranza del clan Contini, i nomi dei 6 arrestati


