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sabato, Maggio 18, 2024
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Protocollo ‘London Bridge’, cosa succede alla morte della Regina Elisabetta

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‘London Bridge’. Questo il nome del protocollo che il governo britannico prevede di adottare con la morte della regina Elisabetta, le cui condizioni di salute sembrano peggiorate. Infatti, ma il regno e la stessa famiglia reale si preparano da anni alla morte di uno dei membri più importanti. Ogni morte ha un suo protocollo, che prende il nome di uno dei ponti del Regno Unito. Ad esempio quello di Carlo prende il nome di Menai Bridge, quello di Filippo si chiamava Tay Bridge. Innegabile la valenza simbolica del ponte, passaggio dalla vita terrena a quella ultraterrena.

La preoccupazione dei sudditi: giornalisti vestiti di nero come prevede il protocollo London Bridge

Non appena Buckingham Palace ha annunciato l’aggravarsi delle condizioni di salute della Regina Elisabetta II, la BBC ha cambiato i palinsesti. Ha, quindi, interrotto la consueta programmazione per trasmettere aggiornamenti costanti sulle condizioni dell’amata sovrana Lilibet. Inoltre, proprio come prevede l’operazione London Bridge, sia gli inviati, che i conduttori e i giornalisti in studio sono vestiti di nero. Il protocollo prevede che, in caso di morte della regina, il primo a ricevere la notizia sia il Primo Ministro, a cui un funzionario dirà la frase: “London Bridge is down (Il ponte di Londra è crollato)”. Solo in seguito, altre figure rilevanti apprenderanno dell’accaduto tramite una breve nota: “Siamo appena stati informati della morte di Sua Maestà la Regina. È richiesta discrezione”. Dopo le bandiere a mezz’asta, il mondo apprenderà della tragedia attraverso un comunicato diffuso da Press Association.

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L’operazione prevede un protocollo preciso ed estremamente rigido

Secondo i documenti classificati dell’operazione, rivelati lo scorso anno da Politico.Ue, tra i passi da seguire vi è anche un black out dei social media pubblici. Il sito di Buckingham Palace sarà sostituito da una pagina nera con una breve dichiarazione in cui si conferma la morte della sovrana e il sito del governo e tutte le pagine social gov.uk avranno un banner nero. Non saranno pubblicati contenuti non urgenti.

I primi ad essere informati sono i membri del Governo

I primi ad essere informati dell’infausta notizia saranno il premier e i principali Ministri del governo, per mezzo di una parola d’ordine già concertata, che nel caso in questione è “London Bridge is down“, “Il London Bridge è crollato“. La bara della sovrana sarà portata in processione da Buckingham Palace al Palazzo di Westminster dove sarà esposta al pubblico per 23 ore al giorno per tre giorni. I funerali di stato si terranno dieci giorni dopo la morte. Ma la giornata non sarà festiva.

L’ascesa al trono di Carlo, l’operazione ‘Spring Tide’

Già predisposta anche l’operazione ‘Spring Tide’ che regolerà le modalità dell’ascesa al trono di Carlo, che prima dei funerali sarà impegnato in un tour del Paese. Il discorso alla nazione del nuovo Re sarà trasmesso alle sei del pomeriggio, dopo una udienza con la prima ministra Liz Truss, che solo due giorni fa ha incontrato Elisabetta per essere designata nuova premier.

Il protocollo di Downing Street

Downing Street, emerge in uno dei documenti, si preoccupa della possibile ondata di rabbia del pubblico se non riuscirà a sistemare la bandiera a mezz’asta entro dieci minuti dall’attivazione del piano e viene anche proposto di affidare il compito a un appaltatore esterno. Il giorno della morte sarà chiamato, nelle comunicazioni interne agli apparati dello stato ‘D-Day’ e, a seguire, i giorni successivi fino al funerale, D+1, D+2 e via enumerando. Le mail ufficiali inviate lungo la catena gerarchica della burocrazia avranno testi predeterminati, come “siamo appena stati informati della morte di Sua Maestà” e “è richiesta discrezione”.

 

 

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