«Qua è successo un macello», il racconto della ‘stesa’ a Miano prima dell’omicidio Cesarano alla Sanità

Nella sentenza per l’omicidio di Genny Cesarano, il 16enne ucciso dalla camorra nella notte tra il 5 e il 6 settembre 2015 (per il cui delitto sono stati condannati all’ergastolo Luigi Cutarelli, Antonio Buono e Ciro Perfetto) c’è la ricostruzione della stesa che precedette la ‘risposta armata’ del clan Lo Russo. Un’azione fatta da elementi della Sanità a Miano e replicata con le armi dagli uomini di Carlo Lo Russo. Si tratta di una intercettazione nell’abitazione di Alessandro D’Aniello, affiliato al gruppo dei ‘Babrudos’ di Pierino Esposito che racconta come in quella stesa fossero presenti anche ragazzi orbitanti nel clan Sequino.

«I ragazzi di Emanuele (Esposito) dovevano fare le scemità, dovevano fare le stese, bello e buono vennero sotto al palazzo e dissero “Totore (il riferimento è a Salvatore Sequino) ci stiamo andando a fare un giro a Miano”, disse Totore “vai pure tu”, io risposi “Ma che andiamo a fare a sto Miano poi però dissi vabbè vado anche io per evitare che fanno scemità”. Disse Totore: “Genny (il riferimento è a Gennaro Passeretti, esponente dei Sequino) mi raccomando non fate stronzate e non cacciate nessuna pistola, fatevi un giro nomale”. Genny rispose “Va bene”. Te lo giuro sull’anima di Ciro appena arriviamo a Miano stavano fuori a delle panchine dei ragazzi, stava pure il figlio di Mimì o capiton con loro là in mezzo, bello e buono noi passammo, loro passarono e Genny fece con le pistole così vicino a loro, vicino alle panchine.  Dissi io: “O Gè che stai facendo? Abbassa queste pistole quelli sono bravi ragazzi». D’Aniello fa capire come avesse capito la pericolosità di quel gesto e infatti diede un consiglio al suo compagno: “Prima che arriva domani, manda un’imbasciata a Miano e dici che ci siamo impressionati perchè siamo sfuggiti a un posto di blocco. Qua è successo un macello». Poche ore dopo vi sarebbe stata la ‘risposta armata’ con la contro-stesa a piazza San Vincenzo e la morte del 16enne che transitava in piazza con degli amici