Racket a Napoli, lo scontro con i ‘Gennarella’ e il ruolo del boss Montescuro

Salvatore D’Amico ‘o pirata era l’uomo a cui i Mazzarella avevano affidato le redini del gruppo in occasione della guerra con i Rinaldi in un periodo in cui, ben prima che Franco Mazzarella ‘o parent divenisse il reggente del gruppo, gli uomini del rione Luzzatti erano privi di personalità di spicco. Anche i D’Amico erano stati cooptati nel sistema di divisione delle estorsioni di Carmine Montescuro, l’85enne ‘Zì Munuzz’ di Sant’Erasmo che in un’occasione si trovò a mediare proprio tra i Mazzarella e i D’Amico per la divisione delle mazzette. Si tratta di un episodio significativo contenute nelle 1240 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare emessa qualche giorno fa.

In un’intercettazione gli uomini della squadra mobile sentono parlare proprio il vecchio patriarca che si trovava a mediare tra le due opposte fazioni vista la recente scarcerazione di Ciro Mazzarella che pretendeva per sè la quota che fino a quel momento era stata degli uomini della ‘Gennarella’ (i D’Amico appunto):«Noi vogliamo sapere la quota dei Mazzarella chi l’ha, non la deve avere ‘o pirata in mano. Li dovete dividere voi. Ora devo inventare un discorso con ‘o pirata… Perché ‘o pirata è tutto scemo».