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Racket degli Amato-Pagano, tra le vittime anche un carabiniere d Mugnano: "Avete chiesto il permesso?"

Chiedevano il pizzo a chiunque, ma non sapevano che una delle loro vittime era addirittura un noto carabiniere. Il tentativo di estorsione, un po’ goffo, è contenuto nell’ultima ordinanza che ha portato all’azzeramento del clan degli Scissionisti degli Amato-Pagano di Melito e Mugnano. Come riportato nell’ordinanza di custodia cautelare Rosario Balido, uno dei destinatari del provvedimento, insieme ad altre persone, nel luglio del 2019 si avvicinò ad una persona, titolare di un immobile a Mugnano dove erano in corso lavori di ristrutturazione, intimandogli di “mettersi a posto con gli amici di Mugnano e Melito”. Una locuzione che in gergo vuol dire pagare il pizzo. Quell’uomo era però un noto carabiniere di Mugnano, il quale si qualificò subito come militare agli estorsori non riuscendo però ad arrestarli.

Racket degli Amato-Pagano, tra le vittime anche un carabiniere

Il carabiniere quel giorno era in borghese e libero dal servizio. Balido, vedendo i lavori edilizi in corso, si avvicinò e disse: “Siete di qua? Sentite, ma per questi lavori avete chiesto il permesso agii amici di Mugnano? Andate da loro”. A ciò il militare si qualificò come “carabiniere” e bloccò Balido, il quale, però, riuscì a liberarsi ed a scappare, raggiungendo un complice che lo attendeva poco distante a bordo di una vettura.

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Sono indicati come i membri della nuova ‘cupola’ del clan. Quella degli Amato-Pagano finita al centro dell’inchiesta che ha portato due giorni fa a ben trentuno arresti (leggi qui l’articolo). Le indagini condotte dalla squadra mobile di Napoli hanno consentito di ricostruire l’organigramma attuale del sodalizio criminale, il cui reggente sarebbe Marco Liguori, nipote del boss Raffaele Amato. Il giovane, coadiuvato da storici esponenti di spicco come Fortunato Murolo – individuato come probabile successore dello stesso Liguori – Salvatore Roselli e Raffaele Tortora, è gravemente indiziato di gestire tutte le attività illecite del clan, con particolare riguardo al traffico e alla vendita dello stupefacente. Liguori, Roselli e Murolo hanno affrontato l’interrogatorio di garanzia. Assistiti dal loro penalista, l’esperto avvocato Luigi Senese, i tre si sono avvalsi della facoltà di non rispondere alle domande del gip.

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