Il Tribunale di Sorveglianza di Napoli, Presidente Margherita Di Giglio, ha concesso la detenzione domiciliare a Gennaro Di Biase, 30enne di Melito di Napoli. L’uomo, difeso dagli avvocati Luigi Poziello e Domenico Di Donato del Foro di Napoli Nord, era detenuto nel carcere di Secondigliano dove stava scontando un cumulo di pene di 6 anni e 4 mesi di reclusione per varie condanne, tra cui rapina aggravata, riciclaggio e ricettazione.

La squadra mobile di Milano ha sgominato una banda di rapinatori seriali campani responsabili del colpo da 68.400 euro avvenuto nell’arco di venti secondi alle 14 di venerdì scorso, 9 giugno, all’ufficio postale di via San Gimignano 10. Tre le persone in manette, tutti con precedenti per rapina: Gennaro Di Biase, originario del napoletano e residente da un anno a Lorenteggio, e i compaesani Luigi Ascione, 23 anni, e Raffaele Bonavolontà di 34 anni, si era sposato una settimana prima del colpo che gli è costato il carcere. A incastrarli sono stati dei dispositivi Gps installati dalla polizia sui motorini rubati utilizzati dalla banda e un video girato da una passante fuori dalla posta di via San Gimignano. La donna pensava che uno dei rapinatori, immortalato a volto scoperto mentre teneva d’occhio l’ufficio postale in attesa che la direttrice ricaricasse il bancomat all’orario pomeridiano di chiusura, fosse un suo amico. I tre agivano armati con una mazza da 10 chili e sono finiti in manette in via dei Tulipani, a casa di Di Biase, dopo una fuga acrobatica con salti da un piano all’altro del palazzo. Nell’abitazione gli agenti hanno trovato l’intero bottino, 68.400 euro. Ascione e Bonavolontà vivono nella periferia di Napoli e per crearsi un’alibi erano soliti fissare un appuntamento nel capoluogo lombardo per vendere un’automobile alla stessa ora in cui calcolavano di entrare in azione. “Se non li avessimo colti sul fatto diventava difficile fermarli”, il commento del capo della squadra mobile, Lorenzo Bucossi.

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