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Da Napoli alla Spagna per rubare orologi di lusso, i nomi dei 12 arrestati

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Oggi la Polizia di Stato a Napoli ha eseguito 12 arresti nel blitz condotto contro i rapinatori di orologi di lusso che hanno colpito tra Marbella, Barcellona, Malaga, Ibiza e Palma de Mallorca. L’operazione condotta dal Servizio centrale operativo e dalla Squadra mobile partenopea con il coordinamento di Europol e con la partecipazione in Italia dell’Unidad de Delincuencia Especializada y Violenta della Comisaria General Policia Judicial della Policia Nacional ha già consentito di arrestare nell’ultimo biennio 19 rapinatori di orologi di lusso. Sono stati complessivamente eseguiti circa 33 arresti tra Spagna e Italia a conferma della dimensione sovranazionale del fenomeno.

Come agivano i rapinatori degli orologi di lusso

Le indagini hanno fatto luce su come i rapinatori agivano. Le paranze erano costituite mediamente da 3 a 5 persone con compiti e ruoli ben definiti: un malvivente individuava la vittima che indossava al polso un orologio, mentre gli altri si mantenevano a distanza per non dare nell’occhio. Le vittime venivano individuate nei ristoranti di lusso e beach club o alberghi prestigiosi, successivamente cominciava il pedinamento. Al momento opportuno uno o due componenti del gruppo aggredivano con violenza la vittima, strappando l’orologio dal polso. Infine il bandito scappava a bordo di uno scooter guidato da un complice.

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Sono stati arrestati il 46enne Claudio Di Matteo, il 43enne Paolo Cappuccio, il 35enne Raffaele Bavero, il 58enne Giuseppe Rippa, il 26enne Sergio Alessandro Annunziata, il 35enne Giuseppe Macor che è difeso dall’avvocato Luigi Poziello, il 43enne Nunzio Vitulli, il 23enne Umberto Ioio, il 34enne Diego Pinto, il 33enne Emanuele Silvestri e il 51enne Enzo Barattolo.

L’operazione internazionale

L’aumento quasi esponenziale del prezzo degli orologi negli ultimi anni ha provocato una diffusione del fenomeno a livello europeo, molti hanno infatti un prezzo di mercato che supera di gran lunga quello di listino. L’indagine ha permesso non solo di sgominare il gruppo napoletano, ma anche di sconfiggere, tramite la cooperazione internazionale, la convinzione determinata dal fatto che un reato consumato all’estero fosse difficilmente perseguibile dagli investigatori. Al riguardo, per pianificare l’operazione e le future collaborazioni sul tema, si è svolta recentemente una riunione tra vertici della polizia giudiziaria spagnola e del Servizio centrale operativo.

Il progetto ha rafforzato lo scambio informativo tra Europol e le Forze di polizia degli Stati interessati, incrementando la cooperazione e la comunicazione dei dati e dei risultati delle analisi svolte. L’attività ha portato alla luce una rete fitta che ha unito Napoli e la Spagna e che ha assunto oramai una dimensione internazionale con introiti di particolare rilievo. Nel corso delle indagini un costante contatto è stato assicurato anche grazie all’Unità dello SCO distaccata a Madrid e all’Ufficiale di collegamento spagnolo in Italia.

 

 

 

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Alessandro Caracciolo
Alessandro Caracciolo
Redattore del giornale online Internapoli.it. Iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti dal 2013.
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