E’ indicato dalle informative delle forze dell’ordine come uno dei promotori della scissione che qualche anno fa rischiò di far deflagrare il clan Puccinelli-Petrone. Salvatore Lazzaro detto ‘Lulù’ è stato scarcerato: merirto dell’abile strategia difensiva del suo legale, Salvatore Landolfi, che ha convinto i giudici della necessità di un’attenuazione delle esigenze cautelari per il suo assistito. Lazzaro ha già scontato sei anni di reclusione ed è in attesa del giudizio in relazione ad un terzo procedimento. Nonostante una personalità criminale di assoluto rilievo i giudici hanno accolto l’istanza di scarcerazione e così Lazzaro è da qualche giorno un uomo libero. Una ‘novità’ che potrebbe minare i già fragili equilibri nel panorama flegreo.

Le dichiarazioni di Genny Carra su Salvatore Lazzaro

A parlare ai magistrati dei contrasti interni al gruppo del Rione Traiano il pentito Genny Carra che ha spiegato come scoppiò la scissione (leggi qui l’articolo completo). «Una sera, mentre ero con Lazzaro, Manauro, Cozzolino e Basile “cozzecanera” da “Agostino”, un chiosco che si trova di fronte allo “Chalet Delle Rose” a Mergellina, arrivò Francesco Petrone in auto e iniziò a inveire contro di loro dicendogli che invece di perdere tempo dovevano andare a lavorare nelle piazze di spaccio. Io mi trattenni con Petrone cercando di calmarlo e dicendogli che erano ragazzi validi e non andavano tratti in quel modo. I quattro invece andarono via. Capii subito che avevano brutte intenzioni». Fu quello l’inizio della scissione che insanguinò per due anni l’area flegrea determinando un riposizionamento radicale degli assetti in campo culminato con il maxi blitz che scompaginò il clan Puccinelli-Petrone.

Le piazze del Rione Traiano

Un altro pentito, Raffaele Dello Iacolo, ha invece illustrato agli inquirenti come funzionava il sistema delle piazze di spaccio:«Nella zona della Loggetta vi sono diverse piazze di spaccio. È una zona ricca perché lì si lavora molto con la droga. La zona è sostanzialmente divisa tra quelli della 44, cioè il clan Cutolo, e quelli del rione Traiano, cioè i Puccinelli. Posso dire che attualmente la Loggetta è paragonabile a quella che un tempo fu la piazza di Secondigliano, dal momento che vi è molta affluenza di clienti e vi sono piazze in tutta l’area. C’è la piazza di Cirotto, Ciro Puccinelli, che è una piazza di cocaina e crack ed è proprio del clan; la piazza di Salvatore Petrone, detto “il nano piccirillo”, che vende crack e cocaina; poi c’è la piazza di Gaetano Ivone detto “’o nano”, che vende cocaina e paga la quota ai Vigilia di Soccavo».

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