110 e frode
110 e frode

Esami superati grazie all’aiuto di un professore esterno della facoltà di Economia aziendale dell’Università di Genova, che secondo le indagini inviava le risposte su WhatsApp durante lo scritto. Ma anche tesi completamente scritte dal docente e discusse dagli universitari.

Il tutto dietro pagamento. Lo hanno scoperto i finanzieri del comando provinciale di Genova che hanno denunciato 22 persone nell’ambito dell’indagine ‘110 e frode’.  Le indagini degli investigatori del primo gruppo delle Fiamme gialle, guidati dal colonnello Ivan Bixio, sono partite dopo la segnalazione dello stesso ateneo che ha segnalato una sospetta compravendita dei testi per la prova scritta dell’esame di Ragioneria Generale. Da quanto emerso, gli studenti ricevevano “l’aiuto” di un professore di scuola secondaria, esterno all’Ateneo, che oltre a tenere corsi di ripetizione “in nero”, suggeriva le risposte durante le prove d’esame ai ragazzi che frequentavano i corsi di economia; il tutto tramite WhatsApp. Il professore durante la prova, riceveva dagli esaminandi suoi allievi, tramite chat, una foto del compito; a quel punto lo svolgeva in diretta e lo rinviava con le soluzioni agli studenti.

Il blitz 

Proprio durante la prova di un appello d’esame di Ragioneria Generale, le fiamme gialle genovesi si sono presentate in casa del professore, sequestrandogli lo smartphone, col quale stava chattando in diretta con i suoi studenti impegnati a sostenere l’esame. Dall’analisi svolta sui dati estrapolati dai devices (smartphone, notebook), nonché dall’analisi della documentazione cartacea sequestrata al professore (soprattutto agende), sono emersi numerosi casi di aiuti anche per le prove di statistica, ragioneria generale, test di accesso, marketing. Il professore redigeva anche tesi di laurea da presentare e discutere presso l’Ateneo genovese.

Il prezziario

Il docente esterno all’Ateneo di Genova che aiutava gli studenti universitari facendo copiare i risultati dei test prendeva 35/40 euro all’ ora per un totale di 1.200 euro alla settimana. Al termine del ciclo di lezioni private, arrivava l’aiuto per l’esame attraverso la chat di WhatsApp. Per le tesi, invece, il docente prendeva circa 600 euro. L’attività, secondo quanto ricostruito dalle fiamme gialle, andava avanti almeno dal 2018. Al momento risultano 22 gli studenti coinvolti ma non è escluso che l’inchiesta possa allargarsi ancora. (ANSA).

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