«Se vuoi restare a Ponticelli portaci 5mila euro», dopo una lite tra ragazzini le minacce dei De Luca Bossa

Una lite tra ragazzini culminata con l’intervento del clan. C’è anche questo nel decreto di fermo eseguito a carico dei presunti capi e gregari dei De Luca Bossa. Nelle 15 pagine del provvedimento emerge in tutta la sua drammaticità il racconto di una donna che ha rischiato di essere cacciata dalla sua abitazione per le minacce del clan. La donna ha raccontato che tutto è iniziato quando il figlio è rimasto vittima di numerosi episodi di bullismo da parte di alcuni suoi coetanei. A causa di questa situazione la donna ha avuto una discussione con la madre di una di questi ragazzi, discussione poi degenerata come raccontato dalla stessa donna:«La donna ha cominciato a inveire contro di me e improvvisamente un giovane che viaggiava a bordo di un motociclo mi ha detto ‘Quando non vuoi essere toccata a tuo figlio tienitelo sopra’ e quando ho cercato di replicare mi ha preso a parole». Dopo questo episodio il marito della donna è venuto alle mani co questa persona e proprio lì sono iniziati i problemi.

«Dopo 15 minuti sotto casa mia sopraggiunsero dei motocicli. Tra di essi vi era Mario Sorrentino che chiedeva di mio marito, insieme a lui un giovane dagli occhi chiari che mi disse:’Ora te ne devi andare, lascia la casa e porta le chiaviuì sulle case (il lotto O di via Cleopatra)’. Mi hanno minacciata dicendomi che dovevo lasciare Ponticelli. Ero disperata e così un conoscente del parco mi ha portata al cospetto di Roberto Boccardi e Umberto De Luca Bossa. Ho spiegato loro cosa fosse successo e il Boccardi diceva a De Luca Bossa di non ascoltarmi ma questi per tutta risposta mi diceva:’Va bene se vuoi restare a Ponticelli portaci 5mila euro’. La sera ho saputo che alcune persone stavano cercando di entrare in casa mia forse per occuparla».

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