Spari a piazza Nazionale, Nurcaro coinvolto nel sequestro di un ras dei D’Amico

Nel giorno in cui i gip di Siena e quello di Nola hanno convalidato i fermi di Armando (difeso dagli avvocati Claudio D’Avino e Antonella Genovino) e Antonio Del Re, (difeso dagli avvocati Antonella Genovino e Leopoldo Perone) i due fratelli fermati per gli spari di piazza Nazionale (circostanza in cui rimasero feriti Salvatore Nurcaro e la piccola Noemi), iniziano a trapelare retroscena di elevato valore probatorio sulla figura di ‘Cacciuotto’ come era conosciuto negli ambienti criminali lo stesso Nurcaro. Nell’ordinanza di convalida del fermo e di applicazione della misura cautelare a carico di Antonio Del Re viene tracciato un profilo di Nurcaro indicato come soggetto vicino al clan Reale del rione Pazzigno. Sulla base di una serie di intercettazioni telefoniche e ambientali risulta che lo stesso Nurcaro, pochi giorni prima dell’agguato, abbia affrontato alcuni soggetti vicini al clan D’Amico (lo stesso resosi responsabile dell’omicidio di Luigi Mignano al rione Villa).

Nurcaro, si legge nel dispositivo, pretendendo la riscossione dei proventi riconducibili ai traffici illeciti a San Giovanni a Teduccio abbia sequestrato un affiliato facente parte del ‘gruppo Urio’ dei D’Amico trattenendo con sè la chiave del veicolo in uso a quest’ultimo. Azioni avvenute in pieno contesto criminale a dimostrazione delle frequentazioni ‘in odor di clan’ sia di Nurcaro che di Del Re indicato come particolarmente vicino ai Formicola, gruppo del quale fa parte Stanislao Marigliano il cui nipote ha avuto, giorni prima dell’agguato, uno screzio con lo stesso Nurcaro. Elementi questi che costituiscono il contesto imprescindibile per inquadrare l’agguato. Resta preminente l’aspetto economico per svelare il movente: i Del Re erano già sotto intercettazione per un’altra inchiesta relativa ad un traffico di droga e dunque, c’è il sospetto che i Del Re e Nurcaro fossero in affari e che alla base del dissidio tra i due possa esserci un debito da saldare. Inoltre c’è una testimonianza stando alla quale Nurcaro era debitore di un’ingente somma di denaro con lo stesso Del Re.