Lo stadio vuoto è la risposta della città al caro prezzi voluto da Adl

(Immagine di repertorio - archivio InterNapoli)

Curve a 35 euro, Distinti a 40 euro, Nisida e Posillipo a poco meno di 100 euro. No, non è il prezzario per la prima uscita stagionale in Champions League ma quello per la sfida di domani sera, contro la Fiorentina. Un prezzario fuori target, per alcuni. Senza senso, per molti altri. Eppure, a torto o a ragione, non mancano i sostenitori delle impostazioni sul prezzario date dal Presidente Aurelio De Laurentiis. La squadra viaggia a ridosso della Juventus ed è senza dubbio la seconda forza della serie A. Il Napoli sta pagando gli sforzi di adattamento al calcio ancelottiano, è vero. Ma il valore della rosa è molto alto, anche se ancora incompleta. Eppure, i prezzi scelti dalla Società non sono assolutamente in linea con il trend attuale.

Lo scorso anno, in occasione di Napoli-Milan, le curve non presero bene la scelta di fissare a 40euro il prezzo dei biglietti per i settori popolari – archivio InterNapoli

Nei mesi scorsi, lo stesso De Laurentiis ha più volte dato giudizi negativi sullo stadio San Paolo. Addirittura, di recente lo ha definito “un cesso“. La domanda, quindi, è: come si può chiedere 35 euro per un biglietto di curva in un cesso? La risposta, semplicemente, è “non si può”. Soprattutto quando l’avversario di turno non è un top club e la competizione non è la stellare Champions League. Il Club non vuole sentire ragioni, forte della mancata campagna abbonamenti, può ottimizzare al  massimo gli incassi scegliendo i prezzi che preferisce. La città, il popolo dei tifosi, ha dato il suo parere e a quello non si può non badare. A 24 ore circa dal fischio d’inizio sono solo 15mila i biglietti venduti. Messaggio inviato, forte e chiaro.