Una donna fatta entrare nel cofano di un’auto in pieno centro a Caltanissetta e alcune studentesse che, temendo un possibile rapimento, hanno immediatamente avvertito la polizia. Gli agenti, intervenuti dopo la segnalazione, hanno rintracciato il veicolo e identificato il conducente, accompagnandolo in questura per chiarire l’accaduto.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, però, non si sarebbe trattato di un sequestro. L’uomo avrebbe spiegato agli investigatori che la donna era la sua amante e che, per evitare che qualcuno la vedesse uscire dal palazzo in cui aveva trascorso la notte, l’avrebbe fatta nascondere temporaneamente nel bagagliaio dell’auto, con l’intenzione di farla scendere poco dopo in un’altra zona della città.
La vicenda si è quindi conclusa senza conseguenze penali, dopo i chiarimenti forniti agli agenti.
La pratica del “nascondere l’amante” sempre attuale
Quello di nascondere il partner in posti insoliti è un escamotage usato spesso dalle coppie clandestine. La cronaca racconta frequentemente del classico “amante nell’armadio”, come accaduto pochi anni fa a Canicattì: in quell’occasione un marito, sospettando l’infedeltà della moglie dalla quale si stava separando, scovò il giovane amante della donna nascosto dietro il guardaroba. In quel caso ne scaturì una lite furiosa che portò alla denuncia del giovane per minacce aggravate e violenza privata.
Nel 2025, un’altra storia di tradimento è finita sulle pagine dei giornali per la dinamica assurda del racconto: un marito, entrando nella propria camera da letto, scoprì l’amante della moglie nascosto in mutande nell’armadio.
In questa circostanza, il giovane fornì una versione rocambolesca dell’accaduto: sostenne di essersi ritrovato nel mezzo di una sparatoria e che, per scappare, si era nascosto in un’azienda di produzione di mobili, finendo per errore proprio nell’armadio che era stato poi consegnato a casa della donna.


