Morte di Stefano Cucchi, 6 generali dell’Arma testimoni nel processo sui depistaggi

Due ex ministri della Difesa e sei generali dell’Arma potrebbero essere in aula nei prossimi mesi perché chiamati a testimoniare al processo sui depistaggi riguardo alla morte di Stefano Cucchi. Il dibattimento partirà il prossimo 12 novembre. È quanto apprende l’ANSA. Nella lista testi presentata dall’avvocato Fabio Anselmo, compaiono gli ex ministri Trenta e La Russa e il comandante generale dell’Arma, Giovanni Nistri. Tra i generali, Vittorio Tomasone, Leonardo Gallitelli, Tullio Del Sette, Biagio Abrate e Salvatore Luongo.

“C’è qualcuno qui che abbia il coraggio di dire che Cucchi è morto e non è stato ucciso?“. E’ quanto ha detto l’avvocato Giosuè Bruno Naso, difensore del maresciallo Roberto Mandolini, accusato di falso e calunnia al processo per la morte di Stefano Cucchi in corso oggi nell’aula bunker di Rebibbia. Per Mandolini il pm Giovanni Musarò ha chiesto la condanna a 8 anni di reclusione mentre il suo difensore ha chiesto l’assoluzione. “Qui non siamo in presenza di un omicidio, seppur preterintenzionale, tutte le perizie hanno parlato di una morte improvvisa e accidentale – ha sottolineato Naso- Nessuno si sogna di negare che Cucchi sia stato picchiato, ma qui dobbiamo stabilire se sia morto per quelle percosse”. “Quello che è accaduto al povero Stefano Cucchi, purtroppo, avviene molto spesso, ma solo per Cucchi, perché c’è stata una mobilitazione mediatica, ci si vuole lavare la coscienza” ha aggiunto il legale. “Davanti alla morte di un ragazzo si fatica a trovare una ragione, io ho rispetto e provo commozione per Cucchi, che è morto, ma non è stato ucciso” ha detto ancora Naso in aula. In merito alle rivelazioni di Tedesco, il difensore ha concluso: “Questo processo è stato segnato dal cambio di strategia dell’imputato Tedesco avvenuto nel corso del dibattimento. Quella di Tedesco però è una strategia interessata: se fossero stati definitivamente condannati gli agenti penitenziari Tedesco avrebbe deciso di parlare?”.