Albania: salgono a 47 i morti, anche madre con tre bimbi. Il Papa invia 100mila euro

Sale a 47 il bilancio delle vittime del violento terremoto in Albania. Gli ultimi quattro corpi ritrovati sono quelli di una mamma con i suoi tre bambini, estratti dalle macerie della loro villetta di tre piani a Durazzo dai vigili del fuoco italiani. Ci sarebbe ancora un disperso

Ancora paura in Albania: un’altra violenta scossa di terremoto di magnitudo 5.1 ha colpito poco prima delle 12 il Paese. A Durazzo si è scatenato il panico tra residenti e soccorritori nei pressi dell’hotel Miramare sbriciolato dal sisma di martedì scorso.

 

Papa Francesco invia 100mila euro per l’Albania dopo il duro terremoto che l’ha colpita. Lo fa tramite il Servizio dello Sviluppo umano integrale, il dicastero vaticano da lui costituito. Si tratta di “un primo contributo”, informa un bollettino della sala stampa vaticana, “per il soccorso alla popolazione in questa immediata fase di emergenza”. “Il Santo Padre – spiega la nota – vuole esprimere in tal modo la sua vicinanza spirituale e il suo paterno sostegno nei confronti delle persone e dei territori colpiti”.

 

Tra le vittime accertate ci sono anche la fidanzata del figlio del premier albanese Edi Rama, Kristi Reci di 24 anni, e la sua intera famiglia. Lo ha reso noto mercoledì il figlio del premier, di 29 anni, in un post su Instagram. “Tra le numerose vittime di questa disgrazia c’è anche una persona vicina a me, insieme a suo fratello, alla madre e al padre”. Gregor e Kristi si frequentavano da alcuni anni.

Impossibile prevedere l’entità delle future scosse, dopo quella di magnitudo 6,2 (inizialmente calcolata in 6,5 dal sistema automatico) avvenuto alle 3:54 italiane del 26 novembre lungo le coste dell’Albania, vicino Durazzo, alla profondità di circa 20 chilometri. I sismologi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) rilevano che al momento sono avvenute repliche di magnitudo 5.3 e 5.4, “ma non sappiamo nel dettaglio che cosa potrà accadere”, ha rilevato il sismologo Salvatore Stramondo.
Generato dalla compressione fra la placca africana e quella eurasiatica, “il terremoto avrebbe potuto generare uno tsunami, ma l’allarme è rientrato”, ha detto il sismologo Alberto Michelini, dell’Ingv.

Nella stessa zona colpita oggi dal terremoto erano avvenute due scosse importanti il settembre scorso: la prima di magnitudo 5,8 seguita da una di magnitudo 5,4, ha detto Stramondo. “Al momento non ci sono elementi per stabilire se esiste un legame fra l’evento di oggi e quei terremoti”, ha osservato Michelini. La zona colpita si trova ai margini fra la placca Africana, che spinge da Sud verso Nord, e quella Eurasiatica, che spinge in senso opposto; si genera in questo modo un movimento di compressione che genera i terremoti.

Considerando la magnitudo importante del sisma avvenuto nella notte, era stato diramato l’allerta tsunami. “E’ stato fatto per le coste albanesi e per quelle greche e italiane poiché l’Ingv è responsabile dell’allerta tsunami nel Mediterraneo”, ha detto Stramondo. Lo tsunami non è avvenuto a causa della profondità del sisma. Non sappiamo – ha osservato Michelini – se a livello locale possano essere avvenuti fenomeni di lieve entità, compresa fra 5 e 6 centimetri”.
E’ stata invece molto forte la percezione del terremoto lungo tutta la costa italiana, da Trieste alla Puglia fino alla Campania e la Calabria, come indicano le mappe ottenute sulla base del servizio “hai sentito il terremoto?” dell’Ingv.