Vanella Grassi: chi comanda adesso sono tre cugini. La ‘base’ tra San Pietro e il Berlingieri

Le cronache cittadine ne parlano poco. Le forze dell’ordine al contrario da mesi monitorano la situazione e i ‘movimenti tellurici sotterranei’ alla camorra di Secondigliano. E oggi quando parli di mala a Secondigliano non puoi che parlare di Vanella Grassi, il gruppo uscito vincitore dalla terza faida. Da mesi la situazione è cambiata con la ‘cabina di regia’ del gruppo passata nelle mani di tre personaggi imparentati con Carmine Grimaldi ‘bombolone’, ras ucciso nel luglio 2007 a San Pietro a Patierno perché aveva deciso di restare fedele ai Licciardi nonostante la sua ‘piazza’ si trovasse in un territorio controllato dal gruppo scissosi dalla Masseria Cardone, ossia i Sacco-Bocchetti-Cesarano-Feldi. I tre (con base nel rione Berlingieri) reggerebbero da mesi le fila del clan e mentre inizialmente la loro gestione era finalizzata unicamente agli aspetti legata alla cassa del clan negli ultimi tempi tali ‘mansioni’ sarebbero state allargate anche agli aspetti tipicamente militari. Un particolare da non trascurare, un aspetto che potrebbe rivelare molto sullo ‘stato di salute’ del gruppo.

Il gruppo originario del centro storico di Secondigliano di fatto è ormai segmentato in tre tronconi, ognuno con una propria autonomia, ognuno con le proprie ‘batterie’ senza però distaccarsi troppo dall’origine. Sono mesi che gli investigatori osservano quello che accade: la gestione finanziaria del gruppo è stata delegata a San Pietro a Patierno dove opera il gruppo numericamente più cospicuo, infatti gli ‘eredi’ di ‘Bombolone’ hanno ereditato le casse del clan direttamente da Antonio Mennetta. Tra le palazzine di via Paternum e il Berlingieri si trova la roccaforte di questo primo sottogruppo che avrebbe contatti diretti con gli Amato-Pagano e sarebbe in buoni rapporti con i Di Lauro. Si tratta del gruppo più forte, quello dotato di maggiori risorse economiche e di armi.