«Volevamo uccidere Armando Del Re», l’omicidio progettato dai Mazzarella-D’Amico

Armando Del Re, imputato insieme al fratello Antonio per i fatti di piazza Nazionale (feriti Salvatore Nurcaro, Immacolata Molino e sua nipote Noemi), era finito nella ‘lista di morte’ dei Mazzarella-D’Amico. Una rivelazione bomba rilasciata pochi mesi fa da Umberto D’Amico ‘o lion, neo ‘gola profonda’ dei clan di Napoli est. D’Amico ha spiegato ai magistrati quali erano gli assetti in atto tra i clan della periferia orientale e i rapporti in particolare del suo gruppo, i Mazzarella-D’Amico con i Formicola a cui Del Re era organico. D’Amico si è in particolare soffermato sul ruolo di Antonio Marigliano ‘o silan nel clan e degli attriti nati tra i due gruppi per lo smercio di sostanze stupefacenti.

«Quando sono uscito dal carcere nel 2017 io e mio zio Salvatore D’Amico ‘o pirat abbiamo avuto uno scontro con Antonio Silano per problemi legati alla droga in quanto noi volevamo l’esclusiva per l’acquisto di droga da lui. Gli andammo a sparare fuori alla piazza che ha fuori al corso, gestita da donne. A sparare fu…. su ordine mio, di Salvatore Fido e di mio zio Salvatore D’Amico. Poi io e Fido volevamo uccidere Armando Del Re quando si ritirava alle Case Nuove. Ci appostammo vicino l’abitazione, restammo tutto un giorno ma non passarono. Questo è accaduto prima di Natale del 2017. Antonio Marigliano mi ha sempre detto che lui rappresenta suo zio Ciro Formicola detenuto che ha tre ergastoli (Ricordiamo che in relazione alle parole di D’Amico su Fido non è aperto alcun procedimento)». D’Amico sembra confermare l’ipotesi che il ferimento di Nurcaro sia stato stabilito dal suo precedente clan dopo che questi, in contrasto appunto con Marigliano, si è avvicinato ai Reale:«Vedevo Nurcaro camminare insieme ad esponenti del clan Reale».