Non è mai casuale che i giornali e i mezzi di informazione radio-televisiva a un certo punto tutti insieme, con un perfetto sincronismo, all’improvviso si buttino su una notizia e ne colgano, all’unisono, una sola fra le tante sfaccettature che contornano un evento: quando succede una cosa del genere c’è sempre un motivo che sfugge ai più e che, magari, si manifesta solo dopo un po’ di tempo lasciando spesso increduli e sconcertati coloro che avevano pensato che il problema fosse veramente quello di cui tutti parlavano. E’ stata uccisa con una barbarie e una crudeltà inaudite una signora a Tor di Quinto e lo sconcerto ha gelato il sangue di tutti; è stata uccisa da un farabutto che non ha niente per essere chiamato uomo e che non si può nemmeno chiamare belva per non far torto agli animali; ma sopratutto, ci hanno detto subito, è stata seviziata da un rom e su questo dettaglio si sono scaraventati tutti, il governo ha emesso un decreto d’urgenza anti-rom che per forza di cose non potrà essere applicato, tutti i big della politica si sono sbizzarriti a dire la loro, un’ondata di xenofobia pervade il pubblico sentire: perchè tutto questo? Sicuramente ne sapremo di più fra un po’ di tempo ma intanto la deriva razzista sta diventando uno tsunami che spazza via ogni parvenza di buon senso. Non è rom anche la donna che, sconvolta da tanta ferocia, ha denunciato l’assassino? Chi fra i due è più rom: il delinquente o chi lo ha denunciato?
Tornano di nuovo al centro della scena i rom con la loro storia di un popolo assolutamente unico perseguitato da sempre e da tutti: già prima di Prodi e di tutti i politici nostrani ci aveva pensato Hitler a dare la caccia ai rom deportandoli nei campi di sterminio e eliminandoli nelle camere a gas alla stessa stregua degli ebrei; è chiaro che i contesti sono cambiati, ma restano sempre i rom a pagare in quanto popolo le malefatte di qualcuno di loro perchè anche fra di loro ci sono dei farabutti come non mancano dalle nostre parti dove la casistica di delitti agghiaccianti è davvero orripilante. Io sto con i rom; con quelli di Via Speranza a Marano (da tempo nota come la via degli zingari) integrati nel contesto cittadino da oltre 50 anni, con quelli che riescono a essere fedeli alle loro tradizioni senza pensare nemmeno lontanamente a delinquere e a venir meno al rispetto della legge, con quelli che in questi giorni non escono dai campi per non essere additati come assassini e magari aggrediti con la stessa ferocia che si imputa a loro; con quelli che da sempre vengono bistrattati perchè ci fa piacere che ci sia qualcuno inferiore a noi con il quale prendercela e con il quale sfogare una voglia di giustizia che apprezziamo di più se è severa e intransigente con tutti meno che con noi. Io mi auguro che ci sia prestissimo un rinsavimento generale, che i grandi della politica si rendano conto della orrenda spirale che hanno innescato e spero che anche Internapoli, nel nostro territorio, possa dare un contributo al recupero della ragionevolezza.
Mauro Bertini
