«La questione rifiuti è ritornata alla ribalta nazionale. Addirittura “al
jazeera” parla di Napoli e dei suoi rifiuti. Non è un caso che oggi l’affare
munezza scoppia di nuovo ai massimi livelli: dopo 14 anni di soprusi,
l’agnello sacrificale dell’emergenza rifiuti in Campania, l’agro
giuglianese, non è più sfruttabile per tamponare le difficoltà create da un
piano di smaltimento mal congegnato e soprattuto mal gestito.
Dal 1994 ad oggi, dal primo commissario, Improta, all’ultimo, Pansa, tutte
le cicliche crisi sono state placate con l’utilizzo di siti a due
passi da casa nostra: prima Masseria del Pozzo, poi Schiavi, poi ancora il
CDR e la Resit, sino a Settecainati e Cava Riconta, per finire con Taverna
del Re.
Oggi, dopo che noi per anni abbiamo subito ogni tipo di umiliazione, il
mondo intero si accorge che a Napoli non si sa come smaltire i propri
rifiuti.
Sarebbe utile individuare le colpe, ma non è questo il momento giusto: verrà
il tempo delle accuse e delle responsabilità politiche.
Mi limito ad una semplice considerazione. I rifiuti stanno alla attuale
nostra classe dirigente così come il terremoto sta a quella degli anni
ottanta.
Ma guardiamo avanti. Cerchiamo soluzioni.
La prima scelta seria dovrebbe essere quella di cambiare il Commissario di
Governo: Prodi assuma le sue responsabilità e chieda al
Ministro degli Interni di svolgere un ruolo che negli anni ha perso ogni
dignità. Sia chiesto al nuovo Commissario di presentare ad una
assemblea di Sindaci campani il suo piano e di portarlo a termine nei tempi
stabiliti. Siano impiegate le migliori menti e le migliori tecnologie.
Il Ministro dell’Ambiente Pecoraro Scanio ammetta le colpe derivanti dai
tanti no pronunciati in questi anni. Per anni ha parlato di
raccolta differenziata. Bene. Impegni il suo Ministero per far arrivare la
Campania in 12 mesi a percentuali europee. Liquidando la gestione dei Bacini
e punendo con lo scioglimento i Comuni che non raggiungano gli obiettivi
prefissati.
C’è un assoluto bisogno di ricostituire tra i cittadini e le istituzioni un
patto fondato sulla fiducia e sul rispetto. Il Governo invii subito
l’esercito ed uno dei suoi migliori generali per bonificare e mettere in
sicurezza i siti sino ad oggi martoriati dall’emergenza. Innanzitutto quelli
dell’agro giuglianese.
In questo momento con tutti i riflettori puntati sui nostri rifiuti si può e
si deve colpire a morte il business delle ecomafie. Vengano subito
costituiti due Nuclei Speciali dei NOE nei due triangoli della morte
campani: Giugliano – Villaricca – Qualiano e Nola – Marigliano – Acerra.
Sono troppe le inchieste della magistratura che hanno accertato il perdurare
di una azione eco-mafiosa in questi territori: non è ammissibile che ancora
oggi nessuno fermi questi criminali senza scrupoli.
La mgistratura faccia il suo corso: siano portati avanti senza remore i
processi contro chi in questi anni ha cavalcato le emergenze.
Ed infine, il PD campano ponga come suo primo obiettivo l’educazione
ambientale. Si attivino da subito progetti per abituare le nuove generazioni
alla riduzione dei rifiuti ed all’utilizzo di materiali riutilizzabili. Sia
Napoli e la Campania la fucina per una nuova mentalità ecologista che oggi
più che mai pervade l’occidente ma che ancora manca in tutta Italia».
GIOVANNI RUSSO
Delegato regionale PD


