L’ingranaggio è stato perfetto. I tempi pure. Sono bastati appena 15 giorni di full immersione nella campagna elettorale locale per smentire l’intera classe dirigente (chiamiamola così) del partito democratico qualianese. In questi ultimi ed appassionati giorni, ogni singolo componente della gloriosa associazione (sic) che risponde al nome di PdQ (Partito Democratico Qualianese), ha fatto di tutto per bruciare e vanificare il timido germoglio di un percorso che poteva ridare credibilità e dignità ad un centro sinistra troppe volte mortificato dai cittadini elettori. Questa volta al tavolo, insieme al Pd, erano convenute le persone giuste che potevano ridare un minimo di sostanza ad un serio progetto di alternativa da contrapporre al solito gruppo di potere che si tramanda e si palleggia il potere politico da circa 40 anni.
Come in un musical. E invece anche questa volta, come in un disegno divino, tutto si è compiuto è tutto si è consumato. Così, mentre il segretario, alias Stefano Panico, tesseva le lodi di Mancino & Co. ed elogiava la sintesi e l’unità di intenti trovata sotto l’effige di Massimo Pelella, nel Pd è iniziato il solito gioco al massacro di sempre, ed il piano di lavoro, programmato fin dalla notte dei tempi, è entrato finalmente in azione. Nel centro sinistra locale, come d’incanto, tutto si è ricomposto magicamente fin ad arrivare al progetto finale, quello cioè di perdere le elezioni. Così all’improvviso e senza ragione alcuna, molti hanno cominciato ad abbassare l’ancora, altri hanno buttato via i remi e altri ancora (un folto gruppo per la verità), è andato a sedersi direttamente al tavolo con Salvatore Onofaro, senza perdere troppo tempo con i “soloni” del partito, ben consapevoli dell’effetto domino che questa mossa avrebbe avuto sulla intera credibilità del partito e degli uomini che lo rappresentano, Luigi Mancino in primis. Insomma, come in un musical di Brodway, tutti quanti hanno iniziato a recitare alla perfezione il copione di sempre :“Che bello, ci sfracelleremo ancora una volta” questo l’evangelico canto che accompagnava i kamikaze del centro sinistra qualianese nel loro viaggio.
Le pseudo intelligenze. Così, mentre Stefanino iniziava con il solito fraseggio solitario e le solite perdite di tempo nella enunciazione dei massimi principi che tenevano unita e viva la gloriosa coalizione di democratici, Udc + Rinascita, il resto del “gruppo dirigente” del Pd, cominciava a marciare in direzione ostinata e contraria, cioè nel senso opposto al percorso tracciato proprio dal segretario politico. Le stesse intelligenze, che quest’ultimo continuava a chiamare (sagacemente) “uomini di indiscusse capacità e prestigio”, nel frattempo che i tanti sapientoni straparlavano a sproposito, avevano già svenduto ai saldi il partito democratico, il direttivo e qualche delegato provinciale, ma lui (il Panico), continua a far finta di niente. Possibile che nessuno gli abbia ancora detto come stanno le cose nel partito? Possibile che un segretario politico venga smentito in modo così clamoroso?
La joint venture tra destra e sinistra. Una massa di “pseudo dirigenti” che continua a remare contro il buon senso e il segretario politico che fa? Non vede, non sente, ma parla. Anzi straparla e scrive fiumi di baggianate. Egli (sempre il segretario Panico), continua a percepire, ancora oggi, a meno di 40 giorni dalle elezioni, questi strambi personaggi votati al martirio, come “intelligenze da mettere al servizio della città”. Stefano svegliati, questi non sono al servizio della città, ma sono prestatori d’opera per il centro destra. Gli economisti li definirebbero una partnership del partito della Libertà, nel senso che molti di essi sono in comunione di beni (politici) con Onofaro & C. Vi siete mai chiesti perchè a Qualiano il centro sinistra non vince mai? Perché invece questo succede a Giugliano, a Villaricca, a Mugnano, a Quarto, a Marano, a Napoli, a Parete, a Villa Literno, a Casal di Principe e in tanti altri comuni che ci circondano e a Qualiano no? Siamo figli di un Dio minore? I panzatuosti cosa hanno di diverso dai cittadini delle città sopraccitate? Un Dna diverso? Hanno sviluppato anticorpi contro il centro sinistra? Sono stati vaccinati in massa contro poliomielite, falce e martello? Nulla di tutto questo. L’atavica colpa dei panzatuosti è quella di avere, da circa 40 anni, un gruppo di persone che si dichiarano di sinistra solo per comodità e per rosicchiare personali rendite di posizione. I qualianesi però, se ne sono accorti da già da tempo e perciò non li votano mai. Non li votano perché semplicemente non li credono e in taluni casi nel periodo elettorale, li scacciano anche dalle loro case. Basti pensare che alle ultime elezioni non sono arrivati neanche al ballottaggio. La gente non li vuole proprio, anzi li rifiuta.
Sgombrare il campo. Ora i casi sono due. O si dimette l’intero gruppo dirigente del Pd per comprovata e manifesta “incapacità” a gestire un partito di grandi tradizioni storiche e popolari, o si dimette lo stoico segretario, poiché, quello che lui ha scritto ed ha convintamente sostenuto proprio dalla pagine di questo giornale, è stato clamorosamente smentito dai fatti e dalle circostanze. O ancora, optare per la terza ipotesi. Quale? Lasciare il campo ai cosidetti soloni ed apparentarsi direttamente con il cartello di centro destra già al primo turno. C’è stato bisogno di un maranese, tale Biagio Iacolare, a riportare le pecorelle e i pecoroni qualianesi all’ovile e ricondurli al silenzio. Persino il compianto Pappagone, farebbe meglio dei dirigenti del Pd qualianese.

