HomeVarieELEZIONI: UN BUSINESS DA 2 MILIONI DI EURO

ELEZIONI: UN BUSINESS DA 2 MILIONI DI EURO

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Un candidato alle amministrative in un comune che va dai 25mila ai 50mila abitanti, può spendere per la campagna elettorale una cifra compresa tra i 500 ai 5mila euro. E’ una stima fornita da un indagine condotta presso gli operatori del settore della pubblicità: tipografie, affissioni, agenzie di comunicazione, grafica digitale, agenzie di stampa, televisioni e giornali. La cifra sale vertiginosamente se si parla dei costi di un candidato a sindaco, dove alle spese si aggiungono anche quelli di affitto per le sedi dei comitati elettorali, cene di gala, buffet e banchetti, artisti, musica e divertimento. E’ quasi impossibile fare una stima precisa, ma i costi di un singolo candidato a sindaco, potrebbero arrivare anche sfiorare i 50mila euro. Gli oltre mille candidati dei comuni a nord di Napoli (Giugliano, Melito, Qualiano e Calvizzano), sborseranno una cifra che, potenzialmente, va da un minimo di 500mila euro ad un massimo di 5milioni di euro (in media poco più di 2milioni di euro). Un vero e proprio business che coinvolge diverse categorie commerciali. Visti da fuori però, i soldi per la campagna elettorale sono un vero e proprio spreco di risorse, che servono solo a soddisfare il desiderio di “apparire” dei politici, che arrivano a tappezzare i muri delle città, compresi gli spazi dov’è assolutamente vietato, aggravando la già critica situazione dei rifiuti. Da giorni infatti la raccolta è quasi ferma e lascia per strada enormi cumuli di spazzatura.
A fronte di una spesa pro capite di 2mila euro (in media per ogni candidato), il ritorno in termini economici, in caso di elezioni, è pressoché assente. Fatta eccezione per sindaci e assessori, per i quali è previsto un indennizzo che va dai mille euro fino ad arrivare ai 5mila euro al mese, i consiglieri comunali percepiscono appena un gettone di presenza per ogni assise. La domanda che molti si pongono è la seguente: Perché allora si spendono tanti soldi se il ritorno, in termini economici, non giustifica nemmeno le spese? Le risposte possono essere tante, a cominciare dalla “vanità”, molti infatti, investono nella campagna elettorale pur consapevoli di non farcela. Quelli che sperano e contano di farcela, invece, pensano che con maggiore visibilità, possono racimolare quel “voto in più” che può essere determinate. Ma in ogni caso, pensare solo al ritorno economico è riduttivo; la carriera di un politico, infatti, comincia con le amministrative locali, ma prima o poi tutti sperano di arrivare in Regione o in parlamento, dove il prestigio e il potere politico, si sa, è fuori discussione.
Speriamo solo che al di là della competizione, i cittadini che direttamente o indirettamente finanziano la campagna elettorale, possano finalmente vedere migliorata la propria condizione sociale ed economica, in un territorio, quello del giuglianese, ormai fanalino di coda in Italia e in Europa.

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