Mentre in Campania si cercano soluzioni mirabolanti per uscire dall’infinita emergenza rifiuti, c’è un luogo, a Giugliano, dove sanno benissimo cosa fare per risolvere il problema.
In questo luogo non ci sono scienziati o politici fenomenali, ma ci sono semplicemente ragazzi quasi tutti con meno di 14 anni.
Questo posto meraviglioso è la Quinta Scuola Media “Peppino Impastato” dove ci sono ragazzi iscritti a Legambiente, che sanno tutto, ma proprio tutto, di ecomafia, di discariche, di cdr, di ciclo dei rifiuti di energie alternative e di compostaggio.
Qui infatti, gli alunni della 3 G, guidati dai loro docenti, hanno realizzato un piccolo capolavoro ingegneria ambientale.
Con dei semplici rami, delle foglie, del terriccio e con gli scarti alimentari prodotti ogni giorno all’interno della classe, i ragazzi hanno realizzato un piccolo ed efficace impianto di compostaggio per la produzione di compost.
Il compost non è altro che il risultato della trasformazione di un misto di materie organiche come ad esempio gli scarti di cucina, o i rifiuti del giardinaggio (la cosiddetta frazione umida dei rifiuti soli urbani). Tale sostanza, cosi semplicemente prodotta, può essere utilizzata come fertilizzante sui prati o prima dell’aratura. In molte zone aride viene utilizzato per rendere i terreni di nuovo fertili e coltivabili.
Questo a tutto vantaggio per l’ambiente.
Il compostaggio ha infatti il grande merito di ridurre in modo significativo il peso ed il volume del rifiuto umido che quasi sempre viene smaltito in discarica con costi enormi per la collettività.
Pensiamo poi ai nostri cassonetti colmi di rifiuti. Ciò che li rende maleodoranti è proprio la presenza al loro interno della frazione umida, che dopo poco diventa putrescente e causa disagi enormi a noi cittadini.
Ecco, questi ragazzi hanno capito benissimo che per superare l’emergenza ed invertire la rotta, è indispensabile separare la frazione secca da quella umida ed inviarla a recupero con grandi vantaggi per i cittadini.
Pensiamo ad esempio alle famose balle di Taverna del Re.
La magistratura le ha posto sotto sequestro perché al loro interno c’è un’alta percentuale di frazione umida il che le rende non bruciabili.
Se avessero pensato di separare meglio l’umido dal secco questo problema non si sarebbe mai avuto.
Talvolta cerchiamo soluzioni assurde per risolvere problemi che sembrano enormi, ma se qualcuno ogni tanto ascoltasse quello che hanno da dirci i ragazzi, capiremmo che per i risolvere i problemi causati da noi grandi basterebbe semplicemente il loro buon senso.
Vincenzo Micillo
Legambiente Giugliano

