HomeVarieLA DISCARICA, I CLANE I MANIFESTANTI: IL TEOREMA (SBAGLIATO) DEI GRANDI GIORNALI

LA DISCARICA, I CLAN
E I MANIFESTANTI: IL
TEOREMA (SBAGLIATO)
DEI GRANDI GIORNALI

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Prosegue la battaglia di Marano e Chiaiano contro la megadiscarica che il commissariato di governo vuole aprire in una cava della collina dei Camaldoli. La straordinaria manifestazione dei giorni scorsi ha rilanciato le motivazioni e la passione di migliaia di cittadini più decisi che mai a dire no a un progetto scellerato, che vuole collocare un milione di tonnellate di rifiuti in una cava di tufo, con una falda acquifera a una decina di metri di profondità e la zona ospedaliera di Napoli a meno di 800 metri in linea d’aria. Oggi, riunione del Consiglio comunale di Marano per decidere ulteriori forme di lotta, sottolineando il suo carattere pacifico e popolare.

Su questo punto è bene fare una precisazione. Sta passando, ad arte, l’idea che la lotta di Marano e Chiaiano è violenta e con la regia della camorra. E’ un teorema alimentato dai grandi giornali e dal partito trasversale dei poteri forti favorevoli alla discarica. E’ un tentativo osceno di manipolare la verità e di infangare una mobilitazione fatta di gente vera, semplice: famiglie, cittadini, bambini, scuole.
La manifestazione di ieri ha avuto in prima fila gli alunni delle scuole della città, i commercianti, migliaia di cittadini comuni che giustamente si oppongono ad una vera e propria bomba ecologica. Per i giornali, invece, la battaglia è teppistica e camorristica.

E’ evidente che questo è un modo per spianare la strada ad una repressione violenta che intendono mettere in atto per silenziare il respiro civile di questa zona.
La stragrande maggioranza della gente che sta scendendo in piazza, e che organizza e tiene vivo il presidio della rotonda Titanic, è seria, perbene, onesta e motivata. Non mancano, in giro per Marano e Chiaiano, teppisti in sella ai motorini che rovesciano i bidoni e usano metodi violenti. Ma sono una frangia marginale, isolata, che incredibilmente le forze dell’ordine lasciano indisturbata, forse perchè fa comodo a chi vuole criminalizzare il dissenso.

Temo che si prepari per i prossimi giorni una repressione dura, al limite della legalità; e che per procedere in questo senso si stia già seminando il terreno con provocazioni, strumentalizzazioni, false argomentazioni.

Ho visto, stamattina e ieri, anche strani movimenti intorno al Palazzo di Giustizia di Marano. Ieri è stato negato l’accesso a tutti; oggi è stata recintata tutta la zona intorno e c’è un gran movimento di carabinieri e polizia. Dicono che sono in corso delle indagini giudiziarie all’interno. Non so; sarà una mia elucubrazione ma ho il vago sentore che si stia in realtà attrezzando una sorta di quartier generale delle forze dell’ordine per l’assedio che si prepara. Forse mi sbaglio, forse vaneggio ma non vorrei che un giorno fossimo costretti a ricordare il palazzo di Giustizia di Marano come la nostra Bolzaneto.



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