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MARADONA BY KUSTURICA

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Presentato ieri fuori concorso alla 61a edizione del Festival di Cannes il documentario “Maradona by Kusturica”, opera del regista serbo Emir Kusturica. Accanto all’autore della pellicola, era presente lo stesso Maradona, dimagrito e ciarliero, che ha attaccato Pelè, reo di un atteggiamento “irriguardoso” nei suoi confronti e accennato al suo passato di tossicodipendente, ammettendo di non essere morto solo perchè “Dio non ha voluto”.
Il docu-film, della durata di 90 minuti, analizza le varie facce del “Pibe de oro”, campione che ha fatto sognare milioni di tifosi con le sue serpentine ubriacanti ma anche uomo dalla vita personale alquanto discutibile. Kusturica, già vincitore di due Palme d’Oro nel 1985 con “Papà è in viaggio d’affari” e nel 1995 con l’acclamatissimo “Underground”, ha “studiato” Diego per anni, esaminando una gran quantità di materiale d’archivio, prima di incontrarlo e di stabilire con lui un’alchimia quasi perfetta. Il lavoro, girato tra Napoli, Barcellona e Cuba, mette a fuoco l’irripetibile parabola dall’altare alla polvere di Maradona, da fuoriclasse insuperabile a idolo caduto, raccontando da vicino le fragilità umane di un personaggio sempre al centro dei riflettori. Nel corso del documentario, Diego attacca il presidente della Federazione italiana Matarrese, definito da lui “mafioso” e accusato di aver ispirato le accuse di doping nei suoi confronti. Spazio anche alle sue idee politiche, quando esterna le sue simpatie per Cuba e per l’amico Fidel Castro e attacca senza mezzi termini l’unilateralismo degli Stati Uniti.
Autore della colonna sonora l’artista franco-spagnolo Manu Chao, altro supporter “senza se e senza ma” dell’asso sudamericano, che ha scritto per il film alcuni inediti, tra cui “La vida tombola”, in cui canta “Se fossi Maradona vivrei come lui”. “Maradona by Kusturica” uscirà nelle sale italiane il 30 maggio, lo stesso giorno di un altro attesissimo film, “Il Divo”, del cineasta partenopeo Paolo Sorrentino: per tutti gli amanti del calcio, in particolare napoletani, un appuntamento imperdibile, tra “nostalgia canaglia” e amore totale per “l’arte” di questo straordinario quanto discusso campione.

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