Egregio Signor Sindaco,
voglio iniziare questa mia lettera presentandomi, mi chiamo Clarissa Garisto e ho 17 anni. La motivazione per cui le scrivo è delle più semplici, voglio esporle le difficoltà che alcuni studenti ed io incontriamo quotidianamente per arrivare a scuola. Frequento il liceo classico Vittorio Emanuele II situato in via San Sebastiano (Na) da tre anni, ed è soprattutto nell’ultimo periodo che ho trovato le maggiori difficoltà a spostarmi con i mezzi pubblici. Non sono disponibili autobus che ricoprono i tratti Qualiano-Chiaiano e Qualiano-Quarto abitualmente, gli orari delle corse non sono rispettati e ciò mi costringe ad aspettare alla fermata più del dovuto (circa un’ora e mezza), e inoltre la mia famiglia si accolla la spesa annnuale di €220 per l’abbonamento Unico Napoli, ed è sconcertante, che io non possa usufruirne nel modo più adeguato. Facendo alcune ricerche, e allo stesso tempo constatando con i miei stessi occhi, mi sono resa conto che il comune a noi vicino, quello di Marano, mette a disposizione dei suoi cittadini autobus che fanno capolinea alla metropolitana di Chiaiano ad un intervallo di tempo di circa 10 minuti ognuno. Qui a Qualiano, invece, l’ultima navetta che è stata istituita, denominata Si40 ha garantito funzionalità per circa 4 giorni, e solo all’orario 7,20. La fascia oraria compresa tra le 12,30 e le 22,00 non è coperta da un efficiente servizio. Le faccio presente, inoltre, che durante la sua campagna politica, nell’ultimo comizio da lei e dai suoi colleghi sono state pronunciate testuali parole: «La navetta a Chiaiano? e che ci vuole! 10 minuti»; ebbene sono trascorsi 36 giorni dalla sua elezione, e l’istituzione di un servizio per il trasporto pubblico funzionante ancora non c’è stata, e allora, forse con un po’ di ironia mi sono chiesta: abbiamo una concezione diversa nel percepire il tempo? o non è stata tenuta fede ad una promessa fatta ai cittadini?
Purtroppo, gli studenti che si spostano dal paese per andare in città, a causa del comune che non fornisce i mezzi, sono sempre di meno, e di questo passo credo che tra qualche anno ci ritroveremo con una giovane popolazione di estetiste e parrucchieri. Tuttavia spero sempre di sbagliarmi, e le ricordo che dalle sue decisioni dipende anche il livello culturale dell’intero paese; nutro quindi la speranza che lei possa prendere quelle giuste.
Con il desiderio che la mia lettera non sia stata vana,e che siano presi dei seri provvedimenti al più presto, le porgo i miei più cordiali saluti.
La ringrazio per l’attenzione concessami.
Clarissa Garisto


