HomeVarieIL COMMISSARIATO PER I RIFIUTI: UN CARROZZONE POLITICO CHE ANDREBBE DEFINITIVAMENTE CHIUSO

IL COMMISSARIATO PER I RIFIUTI: UN CARROZZONE POLITICO CHE ANDREBBE DEFINITIVAMENTE CHIUSO

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“…La magistratura per decine e decine di volte ha chiuso e sequestrato i Cdr della Campania perchè non a norma, non separano i rifiuti, non li trattano, sono impianti obsoleti che inquinano e le ecoballe che ne escono sono tecnicamente “cattive”. Le ecoballe dei Cdr della Campania altro non sono che i sacchetti dell’immondizia, al massimo tritovagliata, con una bella plastica bianca e verde intorno. Le ecoballe di Taverna del Re sono questo, monnezza avvolta in plastica verde e bianca, sotto teloni neri, sopra piazzole di cemento… per chilometri e chilometri e nessun inceneritore potrà mai bruciare queste ecoballe…”. E’ uno stralcio del libro di Antonio Musella “Mi rifiuto!” uscito in tutte le librerie lo scorso marzo, che a Taverna del Re dedica un intero capitolo.

Che le ecoballe della Campania fossero un miscuglio indecente di rifiuto “tal quale”, era noto già da mesi. I primi a parlare di scandalo furono i comitati ambientalisti di Giugliano, che dopo aver accertato che le ecoballe di Taverna del Re fossero di tutto, tranne che “eco” ed aver atteso che la magistratura ne prendesse atto, si aspettavano provvedimenti risolutivi, con un conseguente stop alla produzione e la messa a norma degli impianti. Così non è stato, anzi, è stato escogitato un meccanismo, dall’apparenza lecito, che declassando i Cdr a “tritovagliatori” ha consentito di continuare a produrre “ecoballe” non a norma, in nome di un’annosa emergenza rifiuti che dura da oltre 15 anni.
Scopriamo oggi (ma lo sapevamo da tempo, ndr) che alti funzionari del commissariato per l’emergenza dei rifiuti in Campania, sapevano e facevano di tutto per nasconderlo. Lo testimoniano le intercettazioni telefoniche pubblicate in questi giorni sui quotidiani nazionali, da Repubblica a Il Mattino. Se saranno condannati o meno sarà compito della magistratura, ma che l’atteggiamento delle persone coinvolte e che hanno causato tutto questo è già oltremodo indecente e degno di deferimento è fuori discussione. La fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni è stata ulteriormente lesa da apparati dello Stato. Un paradosso. Oggi si chiede alla gente di avere fiducia, ma con quali presupposti? È come chiedere alle mamme degli alunni di una scuola elementare di mandare i loro figli in una struttura dove gli insegnanti abusano dei bambini. Chiedete ai cittadini della Campania, in particolare di Chiaiano, di Serre, di Terzigno e ancora, di Giugliano e dei comuni del triangolo della morte, quest’ultimi, che hanno già pagato sulla propria pelle anni di truffe e finte promesse, di accogliere una nuova discarica. Cosa vi risponderanno?
Lo stato decide di non volere e di non poter più ascoltare chi manifesta e si oppone ad ulteriori scempi ambientali e paragona coloro che tentano di far valere ragioni a mio avviso “legittime”, a delinquenti comuni, per spianare la strada a esperti e funzionari del commissariato per l’emergenza rifiuti, gli stessi che, come emerso dalle intercettazioni telefoniche, hanno fatto di tutto per coprire situazioni a dir poco allarmanti, a danno di intere comunità. Se questo è lo Stato e se tutto si giustifica a causa dell’emergenza, come gli stessi rappresentanti delle istituzioni e del mondo politico hanno tuonato quest’oggi dalle pagine dei quotidiani, affermando che: «Non saranno le toghe a risolvere il dramma dei rifiuti in Campania», o come annunciato dallo stesso Bertolaso: «Cominciamo male», allora bisognerebbe riflettere sul fatto che questa situazione è andata molto oltre quello che si definisce “razionale”, perché non è normale che lo Stato si comporti come ha fatto la camorra negli ultimi anni, smaltendo illecitamente rifiuti di ogni tipo in barba a qualsiasi norma per la sicurezza dei cittadini con l’aggravante che le presunte modalità illecite utilizzate dai responsabili del commissariato per l’emergenza rifiuti, sono state avallate, con tentativi di legittimazione, dai governi che si sono alternati negli ultimi 15 anni.

In conclusione credo sia opinione diffusa il fatto che il commissariato per l’emergenza rifiuti sia servito solo ad alimentare clientele tradendo la funzione originaria per il quale era stato istituito, chiuderlo definitivamebte sarebbe un dovere dello Stato.

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