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«PIU’ SCONTENTI, MENO
CONTENTI». COSI’ SI DA’
VITA AL NUOVO CICLO
POLITICO QUALIANESE

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Più scontenti, meno contenti. Sembra essere questa la situazione politica dopo sei settimane dalle elezioni amministrative. L’attesissimo consiglio comunale di ieri (giovedì 29 maggio) ha deluso le aspettative di tanti simpatizzanti della politica locale e, in modo particolare, di alcuni sostenitori della maggioranza stessa.

La mia non è una considerazione politica, mi guardo bene dal farne, ma è semplicemente la constatazione dei fatti avvenuti durante la contestata assise.
Parto dalle assenze di quattro neo consiglieri di maggioranza (Schiano, Pennacchio, Di Domenico e Nicola Licciardiello) e guarda caso, quasi tutti della stessa area politica. «A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca» diceva Andreotti. La mancata elezione al primo voto del presidente del consiglio è la prova, a mio avviso, che il detto del grande statista democristiano, c’azzecca sempre, soprattutto in politica. Nonostante le assenze, la maggioranza avrebbe avuto i numeri per un’elezione immediata, ma ciò nonostante, è successo l’imprevedibile(?). I due franchi tiratori (tante sono state le schede bianche) hanno, forse, voluto inviare un chiaro segnale a tutta la maggioranza, o meglio ai pochi “contenti”, di come stavano le cose. I dieci voti su ventuno non sono bastati al consigliere del Pdl Giovanni Palma, esponente di una così larga maggioranza (oltre il 60%) per un’elezione al primo voto, che colto da euforia si stava auto proclamando presidente del consiglio, fermato in “zona cesarini” dal segretario comunale. Ebbene lo “schiaffo morale” è arrivato, dopo una pausa di qualche minuto, dai consiglieri di opposizione: «voteremo responsabilmente il vostro candidato» hanno detto, con evidente soddisfazione durante le dichiarazioni di voto. Inciucio? A farlo intendere sembra siano state le stesse parole di Palma, che al termine della seconda fase di voto, dopo l’effettiva elezione, ha dichiarato: «E’ iniziata una nuova era, in quanto eletto anche con i voti della minoranza, mi sento il presidente del consiglio di tutti». Non importa se i due franchi tiratori sono poi tornati sul sentiero giusto: il messaggio è arrivato “chiaro e forte”.
I miei più vivi complimenti vanno al neo assessore Vincenzo D’Alterio, che mi si lasci dire “fa così tanta paura che nessuno lo vuole come nemico”. E così è stato. Tanto da far diventare rossi dalla rabbia quelli de “La Destra” e di “Qualiano vive io la difendo”, ma con la gioia e la benedizione di Nicola Marfella, al quale vanno i miei più sinceri auguri per la surroga a consigliere comunale della figlia Raffaella. Qualcuno è già sul piede di guerra e chiede le dimissioni del proprio candidato che, nonostante invitato a prendere le distanze dalle scelte del sindaco Onofaro, non ha saputo cedere alla tentazione di godersi la tanto meritata “presenza in maggioranza”. Ditemi voi se l’attuale situazione non contiene chiari segnali di debolezza, tanto da far preoccupare anche i più convinti sostenitori della maggioranza?
In molti si sono chiesti (e per la verità continuano a farlo) cosa (o chi) abbia trattenuto Michele Schiano di Visconti, grande assente di questo importante appuntamento. Nessun assessorato. Capogruppo del Pdl? Neanche. Nulla? Sembra di proprio di si! «Che ci venivo a fare?» pare che abbia detto ai suoi più stretti collaboratori, i quali non hanno nascosto il desiderio dell‘ex primo cittadino di sedere sullo scranno della presidenza.
Non me ne voglia il sindaco di Qualiano, Salvatore Onofaro, al quale mi lega una profonda amicizia e prima di tutto grande stima, ma avere a che fare con due opposizioni (una interna e l’altra esterna) è proprio il massimo del masochismo politico, soprattutto quando le elezioni si vincono con percentuali che superano ampiamente il 60% dei consensi.

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