Meno male! “Schiano get back!” (Schiano ritorna!) parafrasando una vecchia canzone dei Beatles. Michele è tornato e ha già messo alle corde il primo cittadino, finto decisionista e destinato anch’egli, al pari dei suoi predecessori, a vendere fumo al bancone di piazza del Popolo numero 1. Tante dicerie, tanti analisi, ma la verità era (ed è) un’altra, ed il consiglio comunale del 27 novembre ha dimostrato che Michele c’è e lotta insieme a noi. “Michele dove sei ?” gridavano disperati i superstiti delle elezioni del 2006. Due erano le correnti di pensiero. Chi diceva che il leader maximo si era ritirato in perfetta solitudine dalla parti di Castel Monteleone, chi sosteneva invece che l’ex sindaco si era messo a sfogliare margherite e coltivare rose in attesa di tempi migliori. Nulla di più sbagliato. Giusto il tempo di ritemprarsi dalle fatiche elettorali dell’anno che volge al termine, fatiche che hanno sancito il rispolvero in grande stile, Michele Schiano prepara di nuovo il suo interregno nel medioevale feudo dei qualianesi. L’esordio è stato da brividi: «Vogliamo due assessori ed il presidente del consiglio. Se no l’amministrazione andrà Kapput» ha esclamato Michele Schiano indicando il pollice verso. Da buon intenditor poche parole. Onofaro conosce bene il suo ex capo e sa anche fin dove si possono spingere le strategie dell’ex sindaco.
Una lotta tra due gruppi. Così, mentre il primo cittadino media e cerca di tirarla per le lunghe, Schiano, da vecchio marpione, aumenta il gruppo di consiglieri a mezzo servizio. E ogni volta che va dal sindaco per parlamentare ne porta uno in dote. «Caro Salvatore siamo in cinque!» esclama soddisfatto e raggiante l’ex delfino di Ciccio Nocera in una delle ultime riunioni in piazza del Popolo. Tutto lascia supporre che, ancora qualche mese e il peso del drappello dissidente aumenterà fino a mettere in seria difficoltà il già traballante sindaco. Il consiglio comunale di inizio ottobre è stato solo un avvertimento. La tregua, secondo indiscrezioni, dovrebbe scadere nella primavera del 2009. «Oltre non si può» dicono i giocatori della squadra denominata ‘Schiano Boys’. «Si è arrivati a questo poiché il sindaco ha premiato soprattutto la componente di AN, mentre quella di Forza Italia è stata svilita e mortificata» cantano in coro i 5 dissidenti ed una folta schiera di supporters azzurri. Già proprio non si riesce a capire perché il sindaco c’è l’abbia proprio con i ‘berluscones’ qualianesi. Tranne il presidente del consiglio comunale, Totore Onofaro (quota AN) ha fatto asso pigliatutto di quasi tutte le deleghe. L’unico riferimento forzista in seno all’amministrazione è rimasto il solo Giovanni Palma. Sembra però che Michele gli abbia già notificato il preavviso di sfratto. Mischiate le carte dunque a fronteggiarsi in consiglio comunale ci sono solo due grandi gruppi. Il primo composto dalla triade Onofaro (sindaco) – ‘Sandulillo’ Licciardiello (vicesindaco) e Giovannino Palma, un tris che di mollare l’osso proprio non ne vuole sapere, mentre il secondo è riconducibile proprio a quello capitanato dall’ex sindaco Schiano. Già durante il consiglio comunale per l’assestamento di bilancio, Michele si è aggiudicato il primo round. Dal settembre scorso fino ad oggi per l’ex sindaco è stato un crescendo. E poi “digiamola” tutta: l’avete visto bene Micheluccio nel penultimo consiglio comunale, quello sulla revoca della privatizzazione dell’acqua? Un gigante. Un vero gigante. Il redivivo Schiano ha avuto il merito di accendere la luce ed indicare la strada in un civico consesso che aveva fatto di tutto per incartarsi tra tanti dubbi e poche certezze. Da attore consumato, in quella sceneggiata, ha recitato un copione paragonabile solo ai migliori spunti del grande Mario Merola. L’opposizione? Praticamente non esiste, e tranne qualche iniziativa personale, non gioca nessun ruolo in questa partita
Ludovico De Luca. E nel bel mezzo della battaglia a cercare di non rimanere stritolato dai due gruppi che si fronteggiano aspramente, è l’eterno Ludovico De Luca. Così. mentre i cani si sbranano nel canile il “di pietrista” fa finta di nulla e si limita a raccogliere sfide transprovinciali e recitare diligentemente il ruolo di consigliere, e si limita a sibilare continuamente la seguente frase : «Io un accordo per le provinciali già c’è l’ho. Se viene meno l’intesa trarrò anch’io le conseguenze» dice sornione l’ex vicesindaco. Quando i dirigenti provinciali del partito di Berlusconi sapranno che a Qualiano il PdL appoggia alla elezioni provinciali del 2009 uno della lista di Di Pietro, allora si che ne vedremo delle belle e tutti finalmente sapranno che il favoloso regno dei panzatuosti continua ad essere un equivoco politico di proporzioni macroscopiche nel mentre la città continua a sprofondare verso il basso. Michele permettendo “of course”.
PEPPE PANELLA


