HomeVarieQuattro o cinque idee per la città di Marano

Quattro o cinque idee per la città di Marano

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Dal trenta dicembre sono assessore alla Cultura, all’Identità e allo Sviluppo della città di Marano. Per assumere questo incarico mi sono dimesso, così come prescrive la legge, dall’incarico di Consigliere comunale. Ho accettato la proposta del sindaco Perrotta e del mio partito dopo averci riflettuto due settimane. Ho atteso perché sentivo il bisogno di definire una serie di questioni di carattere personale e politico. Alla fine ho deciso di accettare. Perché? Innanzitutto per una ragione: in questi due anni ho spesso criticato l’amministrazione, anche con una certa durezza. Le ho contestato una scarsa incisività. Quando mi hanno chiamato a dare un contributo non mi sono potuto sottrarre. In politica, come nella vita, la cosa più semplice è criticare. Molto più difficile è provare a fare qualcosa. Io ho deciso di provarci. Naturalmente non mi illudo di poter cambiare il volto della città o il destino dell’amministrazione comunale. Ormai siamo al terzo anno di amministrazione, mancano due soli esercizi alla fine della consiliatura. Sono stati fatti alcuni errori a cui non si può più rimediare. Inoltre la situazione economico-finanziaria dell’ente è molto critica. E quella politica, con un’amministrazione che di fatto non ha la maggioranza in Consiglio, non è migliore. Tuttavia penso, nel comparto che mi è stato affidato, di poter offrire qualche risultato. Il mio obiettivo sarà quello di dare una scossa alla spenta vita culturale della città. Sono convinto che, come gli antichi bracieri spenti, in questa città ci siano molte scintille vive sotto la cenere. Vorrei dare una mescolata e tirare fuori il buono. Credo che questa città debba far crescere un suo tessuto di militanza culturale e sociale. L’ente comunale deve offire spazi e coordinamento. Per gli spazi, cominceremo dalle due sale enormi che sono state ricavate sotto i portici del Municipio. Qualcuno voleva attrezzarci degli uffici, come l’Urp e il Protocollo. Io invece vorrei farci una sala esposizioni e una sala conferenze. Con una spesa modica possiamo attrezzarle entrambe. La prima con faretti, espositori e cavalletti. La seconda con sedie, tavoli, amplificazione, schermo e videoproiettore. Nella prima ospiteremo pittori, fotografi, artigiani, artisti che vogliono far conoscere la loro produzione. Gli offriremo manifesti e brochure. La seconda, la apriremo ad associazioni, partiti, e tutti quei soggetti che vogliono fare convegni, conferenze, appuntamenti pubblici. Per entrambe le sale penso ad una intestazione a personaggi illustri della storia cittadina e per entrambe le sale ci dovrà essere un regolamento rigoroso per l’accesso. Per entrambe le sale dovrà essere esposto all’esterno un drappo con l’appuntamento in corso, in modo da renderlo visibile.
Per riempirle di eventi bisognerà chiamare a raccolta tutto il tessuto associativo locale. Penso che in quelle sale ci debbano essere almeno tre eventi al mese, adeguamente esposti in un cartellone esterno, in modo da trasformare quei due ambienti nel motore culturale della città.
Un altro progetto serio riguarda Palazzo Merolla. E’ un edificio antico della città. E’ stato comprato e ristrutturato dal Comune. La cosa va avanti da tre anni. A marzo sarà pronto. Però, in questi tre anni, nessuno ha pensato di finanziarne gli arredi e o di costruire un progetto per il dopo. Finito il palazzo, che ne faremo? Al momento non c’è nulla. Io penso di preparare un progetto per marzo, sperando anche di poterlo finanziare. La mia idea di partenza è di evitare di fornirlo gratuitamente (come fatto per altre strutture comunali) a soggetti che poi ci svolgono attività in qualche modo lucrative. Vorrei che quel palazzo fosse gestito direttamente dal Comune, che ne deve arredare gli ambienti e immaginare un itinerario interno. L’idea è di fare IL PALAZZO DELLA CULTURA E DEI DIRITTI: collocare all’interno la biblioteca per ragazzi e un centro sociale per anziani, il segretariato sociale, un piccolo museo dei reperti archeologici maranesi, e un piccolo percorso di sedi per le associazioni locali, altre sale per esposizioni e conferenze. Il Palazzo Merolla dovrà, secondo me, supplire alla mancanza di spazi per la cultura che questa città soffre da sempre. Naturalmente valuteremo anche altre ipotesi.
Accanto a questi due obiettivi di partenza, che penso di poter concretizzare entro giugno, ce ne sono naturalmente altri, tutti ovviamente di breve periodo (dal momento che manca poco alla fine della consiliatura) e a cui si lavorerà strada facendo. La nota dolente, in tutto questo, è la assoluta mancanza di soldi. In questo caso cercheremo anche il sostegno di sponsor privati che, nell’alveo di un regolamento vigente per le sponsorizzazioni, potranno dare un sostegno all’ente facendosi carico di alcune spese o di donazioni di arredi o attrezzi.
Naturalmente il mio impegno di assessore non si esaurirà nel lavoro interno al settore che mi è stato assegnato. Essendo parte di un organo collegiale (la giunta) proverò a spingere affinchè, nei prossimi due anni di consiliatura, si raggiungano i seguenti obiettivi minimi: 1) avvio raccolta differenziata; 2) correttivi seri alla viabilità; 3) piano di manutenzione della rete stradale cittadina; 4) aumento degli strumenti di partecipazione, a cominciare dalla costruzione del Bilancio di previsione. Ritengo siano obiettivi pienamente raggiungibili e che, in pochi mesi e col minimo sforzo, potrebbero dare un senso ad un progetto amministrativo che fino ad oggi ha oggettivamente perso più tempo dietro il teatrino dei partiti che non alla ricerca di una visione di città.
Nel percorso di lavoro che mi accingo a fare terrò ovviamente aperto questo blog come luogo di confronto e scambio continuo con i cittadini di Marano che sono anche miei lettori, sperando di ricavarne stimoli, idee, sostegno e anche critiche.



ANTONIO MENNA
Assessore alla Cultura – Marano

http://www.antomenna.blogspot.com/

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