Caro assessore e cari giovani,
Il mio intervento voleva essere solo un commento alla “querelle” che ha tenuto banco in questi giorni dopo l’articolo dell’ass. Sabatino su InterNapoli. Sono anche io un giovane di Qualiano (anche se in questo momento in trasferta per cercare di lavorare e non di essere sfruttato…) e come molti miei coetanei ho nutrito, nutro e forse continuerò a nutrire una sana passione verso tutto quello che serve alla crescita culturale della nostra comunità. La disputa tra il “potere costituito” (mi si passi il termine) e i “giovani della strada”, mi aiuta anche a fare una dicotomia essenziale, di quanto forse i due mondi venuti a confronto tra le righe di questa testata, siano abbastanza lontani. Premetto che il mio, come mia natura, non è un intervento negativo, ma anzi ottimista e se volete anche propositivo.
L’assessore Sabatino con la sua lettera ha cercato senza dubbio di mettere il sale sulla coda e di smuovere un po’ le acque su un argomento tanto caro (a parole) e poco attuato (nei fatti) nel nostro piccolo comune. Ci tengo anche a sottolineare come allocuzioni del tipo “masturbazioni mentali” siano allo stesso tempo un modo forte per accompagnare il proprio pensiero, ma anche una trovata satirica e piena di ironia se riferito ad internet. Chapeau!
Però i complimenti per la sua prosa, non mi deviano dal dire anche che a Qualiano, una vera politica fatta di investimenti (si capisce anche minimi) per attività culturali sia pari a zero. Ma questo, che per come direbbe Antony de Mello, sarebbe solo un alibi per le aquile che non ambiscono a volare, ma che si accontentano di beccare tra i polli. In altre parole la mancanza di fondi, di aule, di materiali, e di qualsiasi cosa risulta così importante perchè l’eclettismo di noi giovani si possa esprimere, non sono altro, che una scusa per far si la patata bollente venga fatta rimbalzare da un lato all’altro delle due barricate. Personalmente vengo da un’esperienza parrocchiale molto intensa vissuta a San Pasquale Baylon, dove credetemi non ci si tuffa nell’oro o che si abbiano a portata di mano tali mecenati per portare avanti iniziative fatte dai giovani per i giovani. L’unica cosa che è sempre servita e sempre servirà è l’intraprendenza, la forza d’animo e soprattutto la voglia di dare.
Ecco queste sono le uniche molle che fanno muovere anche l’ingranaggio di qualsivoglia manifestazione o movimento si porti avanti.
Caro assessore ora che ha lanciato la pietra nello stagno la prego non si chiuda di nuovo nella sua torre d’avorio in attesa che qualche giovane cavaliere la venga a salvare dal suo torpore, ma agisca: convochi un’assemblea pubblica in cui ognuno potrà portare delle idee da dibattere, in cui ogni singolo giovane e non, possa mettere nero su bianco e contestualizzare cosa vuol dire per lui cultura, associazionismo, che si porti alla sua attenzione e a quella dell’intera comunità qualianese, il frutto di tanta voglia di fare, che resta espressa sempre nelle intenzioni ma mai portata a compimento.
Mancano i fondi? Bene dopo aver patrocinato i progetti migliori, scelti mi raccomando non per provenienza politica ma per una pubblica votazione previa presentazione (la cultura non ha colore!!!) strappi dal bilancio pubblico quello che può e quello che non riesce ad avere come vile denaro, lo faccia ricavare da un’apposita commissione composta dalle migliori menti del nostro comprensorio, professionisti, artigiani, gente qualunque che abbia voglia di aiutarla. Cerco di essere il più pratico possibile: mancano le sedi per le attività? Bene il suo assessorato con l’aiuto di tale organismo troverà tutti i vani comunali inutilizzati che possano servire all’uopo, altri luoghi messi a disposizione da chiunque abbia voglia di farlo disinteressatamente.
Servono strutture in legno, in ferro, artigianali per portare a termine qualche attività? Bene ci si auto-finanzia per le materie prime e una volta acquistate si fa i modo di auto-produrle con attività manuali, corsi di formazione professionali, semplice bricolage per i pensionati, ecc…
A Qualiano non c’è un teatro, un cinema, una biblioteca fornita (anche se una c’è ma poco utilizzata)? Bene si fa in modo di farlo nascere senza bisogno di gare d’appalto o altri mezzi burocratici che servano solo a far morire ogni piccolo desiderio.
Manca il personale? E allora Dio benedica il servizio civile, gli Lsu, i volontari, i pensionati. Quanti giovani che adesso vogliono ma, a parole non possono, ci metterebbero tutto il loro entusiasmo?
Ci sarebbero tante altre domande a cui porre risposte concrete che forse per qualcuno saranno anche semplicistiche o da buontemponi, ma a cosa serve un ostacolo se non a farci capire da buoni napoletani come superarlo (ecco anche la furbizia finalmente può essere una fonte di virtù e non di vituperata oleografia!)
Chiedo scusa per l’essermi dilungato oltremodo, ma per favore un unico desiderio ha questo mio sfogo: «Non tacciatemi di utopia!» E se proprio lo volete fare non lo fate davanti agli altri facendo in modo di condizionarli, ma fatelo davanti ad uno specchio facendo in modo da condizionare ognuno (primo io tra tutti) la propria coscienza.
Vincenzo Cerchia
vice direttore – InterNapoli.it


