HomeVarie«Quello strano sogno in una lunga e piovosa notte d’inverno»

«Quello strano sogno in una lunga e piovosa notte d’inverno»

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E’ stata una giornata dura, anzi durissima. Casa, lavoro, figli, famiglia e viceversa. Quindici ore passate velocemente nella corsia di sorpasso (life in the fast lane). Ma ora ci siamo. Si va finalmente a dormire. Prima di mettersi sotto le coperte i soliti rituali e via a nanna per il meritato riposo notturno. Questa sera ho deciso. Mi porto il giornale e cerco di leggere attentamente le pagine che più mi interessano. Sfoglio e risfoglio finché non trovo l’articolo intravisto velocemente questa mattina al bar. “Politica e Giustizia” è il titolo della pagina monotematica che il giornale dedica alla eterna e logorante lotta fra il cavaliere nero ed i giudici rossi. Il primo paragrafo va via veloce. Ma sono stanco, molto stanco. Gli occhi si chiudono mentre il giornale scivola via dalle mie mani e si adagia prima sul letto fino a cadere e posarsi dolcemente sul pavimento. Non sono ancora nella fase rem, spero però di arrivarci presto. In questo dormiveglia penso e ripenso a quello che mi hanno detto i miei figli durante la veloce e frugale cena consumata qualche ora prima. Si parlava della nostra città, Qualiano, e degli spazi rubati ai bambini: la villa comunale che è ormai diventata una discarica a cielo aperto e la impossibilità di un posto pulito e sicuro dove andare per trascorrere qualche ora insieme. Continuo a pensare a questa cosa. Ma ho sonno. Devo smettere di pensare. Voglio solo dormire. Al diavolo gli spazi negati, la scuola che non funziona e le promesse non mantenute. Zzz.. Zzzz

Ho fatto un sogno.

Ho sognato una città bella, pulita e vivibile;

Ho anche sognato che essa aveva un parco bellissimo, pieno di alberi, fiori e fontane;

Ho sognato che era una città a misura di uomo, di donna e di bambino;

Ho sognato che c’era un grande teatro nel quale tanti giovani, invece di perdersi e disperdersi nel ventre della città, potevano socializzare, recitare, esprimersi e sognare;

Ho sognato che c’erano delle scuole bellissime, aperte tutto il giorno, dove tanti bambini potevano trattenersi oltre il normale orario scolastico ed accrescere le loro conoscenze;

Ho sognato anche che in questa città c’era una grande biblioteca, piena di libri, giornali e computer, dove tutti, grandi e piccoli, giovani ed anziani, potevano andare e trovare le parole della loro vita;

Ho sognato questa città percorsa da treni ed autobus;

Ho sognato anche che le fermate dei mezzi pubblici erano dotate di pensiline e panchine e non erano invece diventate parcheggio per moto ed automobili o ricettacoli di immondizia;

Ho altresì sognato che era una città dove non vigeva la politica dell’annuncio ad effetto, ma le cose venivano effettivamente realizzate per accrescere il livello di benessere della popolazione;

Ho sognato che era una città dove si poteva respirare liberamente perché non c’erano fumi tossici sprigionati nell’aria e nessuno attentava la salute dei cittadini;

Ho sognato che in tutti i periodi dell’anno il cielo era sempre limpido e pulito e finalmente sgombro da quelle colonne di fumo denso e nero che usciva dalle campagne circostanti;

Ho sognato che il sindaco di questa città aveva costruito una caserma talmente grande che poteva contenere quasi 50 carabinieri ed il territorio poteva essere controllato e monitorato da più pattuglie ben equipaggiate durante tutto il giorno e gli incendi dolosi di copertoni ed altre sostanze, nocive e pericolose, erano solo un brutto ricordo;

Ho sognato una città nella quale gli amministratori erano capaci di potenziare un importante servizio come la Posta, e non pensavano minimamente invece di alleviare il disagio installando solamente un gazebo 4×4 stile concessionaria di auto usate;

Ho sognato che in questa bellissima città tutti facevano il loro dovere, gli amministratori ed i dipendenti comunali innanzitutto;

Ho sognato che i politici avevano una visione ed un progetto per questa città;

Ho sognato una città nella quale chi apparteneva ad uno schieramento politico non saltava mai sul carro del vincitore, ed anche se perdeva le elezioni, rimaneva sempre e coerentemente dalla stessa parte;

Ho sognato che gli amministratori di questa città, assessori compresi, non lanciavano solo inutili provocazioni, ma si adoperavano per fare semplicemente il loro dovere.

Ho sognato che in questa città, gran parte della classe dirigente, sapeva esprimersi correttamente in italiano, ed anzi, lo sapeva anche scrivere;

Ho sognato che questi stessi uomini politici andavano nelle giuste sedi istituzionali per rivendicare beni e servizi da mettere al servizio della propria comunità e non per trattare le proprie posizioni personali;

Ho sognato che questa non era un utopia;

Ho sognato che questa era una città normale;

Era solo una città, ma non era la mia!

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