Caro ed illustrissimo Salvatore Onofaro, con molta deferenza ed opportuna conoscenza vi scrivo la presente per esprimervi il mio disappunto riguardo alcuni aspetti della gestione comunale, ai deludenti risultati del lavoro del consiglio comunale e al suo decrescente livello qualitativo in termini di offerta di servizi forniti al cittadino. A fronte di un apparato pubblicitario di sicuro impatto, e qua mi riferisco all’ufficio Propaganda & Affini istituito come primo atto del suo mandato, ufficio che promette una gestione efficace ed altamente produttiva delle competenze assegnatevi, devo riscontrare, con rammarico, un divario sempre più ampio tra la qualità dei servizi promessi ai cittadini e la loro concreta attuazione. Già in passato avevo fatto notare come compiti di fondamentale importanza per la collettività fossero stati gestiti con imperdonabile leggerezza, appaltandone la messa in opera a personale scarsamente qualificato. Per opportuni riscontri vedasi stato fatiscente scuole elementari. Molti temi importanti che stanno a cuore a tanti cittadini qualianesi sono stati ormai “derubricati” dall’agenda della politica locale, agenda che lei magistralmente dirige con la fattiva collaborazione di tanti altri illustri esponenti della casta qualianese, fatta di ricchi imprenditori, facoltosi consiglieri comunali ed eruditi assessori che si occupano un pò di tutto. Volevo solo ricordarle, in questa pubblica lettera a lei indirizzata, che, alla fine dello scorso anno, in un solenne consiglio comunale, Lei, a seguito delle crescenti proteste dei cittadini qualianesi circa gli esorbitanti costi della bolletta dell’acqua, ebbe la “geniale” idea di istituire una supercommissione consiliare, che doveva occuparsi e dirimere la famosa delibera di giunta che privatizzò l’acqua, atto che in un colpo solo fece diventare i cittadini di Qualiano oltre che sudditi di una società di Orta di Atella, anche un po’ più poveri, privandoli, “de facto”, di una ricchezza dal valore inestimabile.
Caro sindaco, Lei, in quel consiglio comunale prese un impegno serio, concreto e solenne davanti a tutti i cittadini qualianesi. Si ricorda, onorevole primo cittadino? Lei disse che entro il 29 febbraio 2009 la supercommissione doveva dare indicazioni se revocare o meno la gestione del servizio di fornitura idrica dato in concessione trentennale alla Acquedotti S.c.p.a. Ora io le chiedo, con la giusta deferenza, distanza ed umiltà, cosa diavolo è successo a questa famosa commissione? E’ dal novembre scorso che i qualianesi non ne hanno più notizia. Molti dei miei concittadini sono impazienti e curiosi di conoscere lo stato dell’arte dei lavori di tale commissione. Lei potrebbe illuminarci? E i due legali che ne facevano parte, l’avvocato Giulio Cacciapuoti per la maggioranza e l’avvocato Domenico Marrazzo per la minoranza, hanno mai discusso su qualche aspetto di questo importante e cruciale tema? Questa commissione, istituita ad hoc, è arrivata a qualche risultato o c’è stata una amnesia generale ed è tutto finito nel dimenticatoio? Il presidentissimo del consiglio comunale, l’onorevole Giovanni Palma, che aveva magistralmente diretto il consiglio comunale in quella ormai triste serata per la vita democratica della nostra città, ha ancora a cuore questa “pobblematica”, o tutto si è perso nella pastoie burocratiche di piazza del Popolo? Mi permetta di essere più chiaro ed incisivo: quella di tanti consiglieri comunali di maggioranza ed opposizione, che parlavano e balbettavano di acqua e suoi derivati, era solo una ignobile sceneggiata recitata per far contenti i miei concittadini, o i nobili intenti dei 20 consiglieri comunali schierati in quella pubblica assemblea, si sono presto annacquati in quel micidiale cocktail fatto da interessi privati, politica e super appalti?
Caro sindaco, io sono anche a conoscenza che “vossia” cura molto gli aspetti legali di (quasi) tutte le questioni che riguardano il comune di Qualiano. Lei, anche rispetto al ruolo che ricopre, è reputato, giustamente, un fanatico (nel senso buono del termine) della legge e della dottrina del diritto. Non a caso, nelle ultime settanta delibere prodotte dalla giunta comunale, da Lei superbamente presieduta come uno dominus legum di atavica memoria, ha altresì deliberato quasi cinquanta incarichi legali (incarichi peraltro dati senza alcuno impegno di spesa n.d.r.). Ed allora, illustrissimo ed illuminato primo cittadino, cosa le costa dare il cinquantunesimo incarico ad un avvocato anche brutto, striminzito, economico e commerciale, insomma anche uno di quart’ordine, e cercare di far ritornare l’acqua un bene pubblico e quindi di proprietà dei qualianesi, come lo era fino a qualche anno fa? Se la commissione è morta e sepolta ed gli onorevoli consiglieri che ne fanno parte non abbiano la benché minima voglia di assumersi responsabilità politiche, ridia almeno lei, con un ultimo sussulto di dignità, un ruolo alla politica “dei fatti”, come amava sostenere un suo amico di partito. Dia lei, in prima persona, finalmente un incarico legale vero, trasparente, puro e limpido proprio come l’acqua, per la più giusta delle cause. Mentre Qualiano aspetta in trepidante attesa, Le giunga un saluto affettuoso da un contribuente deluso.
Peppe Panella

